Neanderthal e Homo Sapiens, una guerra lunga 150mila anni

di Caterina Galloni
Pubblicato il 15 Novembre 2020 13:30 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2020 16:27
Neanderthal e Homo Sapiens, una guerra lunga 150mila anni

(Ansa)

Neanderthal e Homo Sapiens, furono 150 mila anni di guerra d’attrito, prima che i nostri antenati avessero la meglio sui primitivi occupanti di Europa e Medio Oriente.

Non prima di avere registrato commistioni fra Neanderthal e Homo Sapiens. Tanto che noi, o molti di noi, ancora portiamo del nostro Dna una piccola quota del Dna dei Neanderthal.

Come Homo Sapiens abbia avuto la meglio non si sa. Solo ipotesi, in parte di natura militare, in parte di natura economica-alimentare.

Nicholas R. Longrich docente biologia evolutiva e paleontologia alla University of Bath, UK, traccia una serie di ipotesi su The Conversation che è stato poi ripreso anche dal sito della Bbc. 

Circa 600.000 anni fa, ancora una volta (la prima scissione avvenne circa 2,5 milioni di anni fa) l’umanità si divise in due.

Un gruppo è rimasto in Africa, evolvendosi nell’uomo moderno. L’altro si è spostato via terra, in Asia e poi in Europa, diventando Homo neanderthalensis, i Neanderthal.

Non erano i nostri antenati (con l’eccezione di un piccolo incrocio), ma una specie sorella, che si è evoluta parallelamente. La biologia e la paleontologia dipingono un quadro oscuro.

Lungi dall’essere pacifici, i Neanderthal erano abili combattenti e pericolosi guerrieri, rivali solo con gli umani moderni.

La territorialità ha radici profonde nell’uomo. I conflitti territoriali sono intensi anche nei nostri parenti più stretti, gli scimpanzé. I maschi si alleano per attaccare e uccidere i maschi delle bande rivali, un comportamento sorprendentemente simile alla guerra umana. Ciò implica che l’aggressione-cooperazione si è evoluta in un antenato comune degli scimpanzé e di noi esseri umani, almeno sette milioni di anni fa. Se è così, i Neanderthal avranno ereditato queste stesse tendenze di aggressione.

I Neanderthalensis erano abili cacciatori di grande selvaggina, utilizzavano lance per abbattere cervi, stambecchi, alci, bisonti, persino rinoceronti e mammut. E’ lecito pensare che non avrebbero esitato a usare queste armi se le loro famiglie e le loro terre fossero state minacciate.

L’archeologia ipotizza che questi conflitti erano all’ordine del giorno. Perché avremmo impiegato così tanto tempo per lasciare l’Africa? Non perché l’ambiente fosse ostile, ma perché i Neanderthal erano già molto presenti in Europa e in Asia.

È estremamente improbabile che gli esseri umani moderni abbiano incontrato i Neanderthal e abbiano deciso di vivere e lasciar vivere. Se non altro, la crescita della popolazione obbliga inevitabilmente gli esseri umani ad acquisire più terra, così da garantire un territorio sufficiente per cacciare e avere cibo per i loro figli.

Ma una strategia militare aggressiva è anche una buona strategia evolutiva. Invece, per migliaia di anni, abbiamo messo alla prova i loro combattenti e per migliaia di anni abbiamo continuato a perdere. In quanto ad armi, tattiche, strategia, eravamo abbastanza alla pari.

I Neanderthal probabilmente avevano vantaggi tattici e strategici. Avevano occupato il Medio Oriente per millenni, acquisendo una profonda conoscenza del terreno, delle stagioni, come nutrirsi delle piante e degli animali nativi.

In battaglia, la loro corporatura massiccia e muscolosa deve averli resi combattenti imbattibili nelle lotte ravvicinate. Gli enormi occhi probabilmente permettevano ai Neanderthal una visione in condizioni di scarsa luce, consentendo loro di manovrare al buio durante le imboscate e le incursioni all’alba.

Alla fine, l’impasse si è spezzato e la marea è cambiata. Non sappiamo perché. È possibile che l’invenzione di armi a distanza come gli archi, lance, bastoni da lancio abbiano permesso agli esili Homo sapiens di attaccare a distanza i robusti Neanderthal usando tattiche mordi e fuggi.

O forse migliori tecniche di caccia e raccolto hanno consentito ai sapiens di nutrire tribù più numerose, creando in battaglia una superiorità numerica.

Dopo che l’Homo sapiens ha lasciato l’Africa 200.000 anni fa, ha impiegato più di 150.000 anni per conquistare le terre dei Neanderthal. In Israele e in Grecia, l’Homo sapiens guadagnò terreno per poi retrocedere davanti alle controffensive di Neanderthal, prima che un’offensiva finale del moderno Homo sapiens, iniziata 125.000 anni fa, li eliminasse.

Non fu una guerra lampo ma una lunga guerra di logoramento. Alla fine, abbiamo vinto. Ma non perché fossero meno disposti a combattere. Probabilmente, conclude Nicholas R. Longrich, in guerra siamo semplicemente diventati migliori dei Neanderthal.