Neutrini, Opera osserva le oscillazioni: prima conferma della massa per una nuova fisica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 maggio 2018 15:18 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2018 15:32
Opera conferma esistenza massa per i neutrini: osservata oscillazione

Neutrini, Opera osserva le oscillazioni: prima conferma della massa per una nuova fisica

ROMA – I neutrini hanno una massa e lo prova la loro capacità di oscillare tra un sapore e l’altro. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Queste particelle che sfrecciano alla velocità quasi pare a quella della luce sono in grado di cambiare la propria identità, detta “sapore” in gergo fisico, e per farlo devono essere dotati proprio di una massa, una caratteristica che però non era prevista dalle attuali teorie per le particelle e che apre la via a una nuova fisica.

La prova definitiva della natura “trasformista” dei neutrini arriva dall’esperimento Opera, situato nei Laboratori nazionali del Gran Sasso, dove sono stati osservate le particelle prodotte nel Cern di Ginevra e che giungono fino ai rivelatori che si trovano nella montagna che ospita il laboratorio dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Il risultato è stato pubblicato sulla rivista Physical Review Letters e rappresenta la “prova conclusiva” dell’osservazione dell’oscillazione del neutrino da muonico in tauonico, una prova elaborata dai dati preliminari che risalgono al 2015.

Il Modello standard delle particelle prevede l’esistenza di tre famiglie di neutrini, dette sapori, corredati dal loro antineutrino: elettronica, muonica e tauonica. Se i neutrini non avessero massa, come previsto dal modello standard, l’oscillazione da un sapore all’altro sarebbe impossibile. Opera, acronimo di Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus, ha invece osservato 10 oscillazioni dei neutroni da muonici a tauonici in un periodo di raccolta dati che va dal 2008 al 2012. Giovanni De Lellis, coordinatore dell’esperimento Opera, ha spiegato che i dati sono stati analizzati con una nuova tecnica:

“I risultati sono stati migliori rispetto alle aspettative e indicano in modo “inequivocabile” che la trasformazione è avvenuta. Questo fenomeno non potrebbe avvenire se i neutrini non avessero una massa. La sfida è adesso capire il meccanismo per il quale queste particelle hanno una massa”.

Quello previsto dalla teoria attuale, basato sul ruolo del bosone di Higgs,

“non riesce infatti a spiegare perché i neutrini abbiano una massa così piccola”, un milione di volte inferiore a quella dell’elettrone. E’ quindi necessaria una spiegazione diversa, che “richiederà anni di lavoro”: significherà, ha concluso, “elaborare un modello più ampio, che estenda il Modello Standard”.

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