Nobel Chimica 2017 a Dubochet, Frank e Henderson per la rivoluzione nella biochimica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2017 12:30 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2017 12:34
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Nobel Chimica 2017 a Dubochet, Frank e Henderson per la rivoluzione nella biochimica

ROMA – Nobel Chimica 2017 a Dubochet, Frank e Henderson per la rivoluzione nella biochimica. I tre scienziati sono stati insigniti del premio dall’accademia svedese per aver messo a punto una tecnica che permette di esplorare in 3D la struttura delle molecole biologiche, una vera a propria rivoluzione nel campo della biochimica.

Dubochet, Frank e Henderson sono stati premiati congiuntamente. Jacques Dubochet (74 anni) è di nazionalità svizzera ed è nato nel 1942 ad Aigle. Ha studiato nell’università di Ginevra e poi in quella di Basilea e attualmente è professore onorario di Biofisica nell’università di Losanna.

Joachim Frank (77 anni) di nazionalità tedesca, è nato nel 1940 a Siegen, Germany e nel 1970 si è laureato nel Politecnico di Monaco. In seguito si è trasferito negli Stati Uniit, dove ha insegnato Biochimica e Biofisica molecolare nella Columbia University di New York.

Richard Henderson (72 anni) è di nazionalità britannica. Nato nel 1945 a Edimburgo, si è laureato nel 1969 nell’università di Cambridge University e ha continuato a lavorare a Cambridge nel Laboratorio di Biologia molecolare del Medical Research Council (Mrc).

La tecnica messa a punto dai tre Nobel si chiama microscopia crioelettronica ed è stata messa a punto progressivamente negli ultimi 20 anni e subito è stato chiaro che aveva portato la biochimica in una nuova era. Messa a punto da Henderson, Frank e Dubochet a partire dagli anni ’90, la tecnica è stata progressivamente perfezionata e oggi questa microscopia ‘del freddo’ è applicata in moltissimi campi.

Permette infatti di esplorare la struttura tridimensionale di proteine molto importanti, come quelle che rendono i batteri resistenti agli antibiotici e quelle che si trovano sulla superficie del virus Zika. E’ diventato infatti possibile avere una sorta di ‘fermo immagine’ nel quale le strutture complesse delle molecole biologiche possono essere osservate e studiate con una precisione senza precedenti.

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