Nobel Chimica a Frances H. Arnold: nel 2013 aveva vinto il premio Eni Award per le energie rinnovabili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2018 11:04 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2018 11:05
Nobel Chimica a Frances H. Arnold: nel 2013 aveva vinto il premio Eni Award per le energie rinnovabili

Nobel Chimica a Frances H. Arnold: nel 2013 aveva vinto il premio Eni Award per le energie rinnovabili (Foto Ansa)

ROMA – Il premio Nobel per la Chimica 2018 è stato assegnato a Frances H. Arnold, George P. Smith e Gregory P. Winter per i loro studi sullo sfruttamento di enzimi e anticorpi per produrre nuovi materiali, farmaci e terapie. L’annuncio è stato dato mercoledì 3 ottobre, poco prima delle 12, al palazzo dell’Accademia Reale delle Scienze della Svezia, a Stoccolma.

Con le loro ricerche i tre premiati di quest’anno hanno sfruttato i principi dell’evoluzione e della genetica riuscendo a produrre soluzioni che ci hanno migliorato la vita, dai biocarburanti a farmaci di nuova generazione contro malattie autoimmuni e tumori.

Frances H. Arnold nel 2013 si era aggiudicata il premio Eni Award 2013 per le Energie Rinnovabili Directed Evolution of Enzymes and Pathways for Renewable Fuels and Chemicals. 

E’ la quinta volta nella sua storia che il Nobel per la Chimica viene assegnato ad una donna. L’ultimo premio al femminile in questa categoria era stato dato nove anni fa all’israeliana Ada Yonath, mentre per gli altri due bisogna risalire molto indietro nel tempo, al 1964, quando lo vinse Dorothy Hodgkin, e poi al 1935 e al 1911, con Irene Joliot-Curie e sua madre Marie Curie.

Adesso l’americana Frances H. Arnold, 62 anni, può essere considerata la signora dell’evoluzione. Alla telefonata che le annunciata di aver vinto il Nobel ha risposto con un pacato “grazie”, spiegando subito dopo che il suo stato d’animo era ben diverso: “Sto rimbalzando sulle pareti, ma sto facendo di tutto per cercare di sembrare calma e composta”.

La sua carriera scientifica è cominciata all’università di Berkeley come ingegnere meccanico e il suo campo di ricerca era l’energia solare. Presto, però, i suoi interessi l’hanno portata in un campo molto diverso e ancora più all’avanguardia. Quello che conta, per Francis Arnold, è la scienza: “Abbiamo tutti bisogno della scienza e di menti aperte”, ha detto ancora durante la telefonata.

Nel suo laboratorio del California Institute of Technology (Caltech) continua a portare avanti la strada che aveva aperto molti anni prima, quando cercava di modificare un enzima chiamato subtilisina, inducendo nel codice genetico delle mutazioni. Era una sfida e, come ha detto nella telefonata, per lei le sfide sono sempre state stimolanti.

“Copiare i processi biologici messi in atto dalla natura” era il suo metodo di lavoro e, come quelle della natura, le sue soluzioni preferite erano le più semplici. Riuscì così a modificare l’enzima e a trasferirlo in un batterio per ottenerne migliaia di varianti, da utilizzare per compiti diversi.

Il passo successivo è stato studiare il comportamento di queste varianti e, strada facendo, si è ritrovata sulla strada delle energie rinnovabili. Aveva infatti scoperto il modo di modificare gli enzimi in modo da produrre biocarburanti. Gli enzimi diventavano cioè capaci di trasformare gli zuccheri in isobutanolo: una sostanza utile per ottenere, oltre ai biocarburanti, plastiche amiche dell’ambiente. Il gruppo di lavoro di Francis Arnold continua a percorrere questa strada, studiando carburanti alternativi e non inquinanti per le automobili e gli aerei.