Nobel medicina Tim Hunt: “Donne in laboratorio? Se le critichi piangono”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 10 giugno 2015 16:17 | Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2015 16:17
Nobel medicina Tim Hunt: "Donne in laboratorio? Se le critichi piangono"

Nobel medicina Tim Hunt: “Donne in laboratorio? Se le critichi piangono”

SEUL – Tim Hunt, il premio Nobel per la medicina, è stato accusato di sessismo per alcune frasi (infelici) pronunciate durante il Congresso mondiale dei giornalisti scientifici di Seul, in Corea del Sud. “Le donne in laboratorio rendono la vita difficile”, ha detto prima di affossare ogni possibilità di difesa con “Ti innamori di loro, si innamorano di te, e quando le critichi piangono”.

Insomma una caduta di stile non da poco per Hunt, che ha ribadito che il suo voleva essere solo un commento alla sua vita personale. Niente più che una banale battuta, che però gli è scappata proprio mentre parlava con Connie St Louis della BBC e docente di giornalismo a University City London, e Deborah Blum, premio Pulitzer ed esperta degli studi di genere nella scienza e nel giornalismo. La Royal Society, accademia delle scienze britannica, ha preso le distanze dalle sue dichiarazioni e lui ha cercato di scusarsi semplicemente dicendo: “Non volevo offendere nessuno, solo essere onesto”.

A scatenare le polemiche furiose e le accuse di sessismo sono state le parole del premio Nobel per la medicina:

5 x 1000

“Lasciatemi dire le mie difficoltà con le donne. Tre cose succedono quando loro sono in laboratorio. Ti innamori di loro, si innamorano di te, e quando le critichi piangono”.

Parole che non potevano passare inosservate, tanto che la stessa Royal Society di cui fa parte ha preso le distanze dalle sue dichiarazioni:

“I suoi commenti non riflettono la nostra visione, perché troppi talenti individuali non raggiungono il loro potenziale scientifico a causa di questioni di genere e la società deve impegnarsi per risolvere tutto questo”.

Le scuse di Hunt sono presto arrivate, anche se a rileggerle sembrerebbero più una giustificazione:

“Pensavo davvero la parte sull’avere guai con le donne. Mi sono innamorato di persone in laboratorio e persone si sono innamorate di me, ed è dannoso per la scienza. Credo che queste complicazioni emozionali rendano la vita molto difficile. Sono molto, molto dispiaciuto se ho offeso, questo è terribile. Certamente non lo volevo. Volevo solo essere onesto”.

A voler essere onesti, queste scuse potrebbero davvero non piacere alle donne che lavorano nei laboratori e che ogni giorno si confrontano con un ambiente in cui essere donna e scienziato sembra ancora un binomio difficile da digerire per molti accademici.