Usa. Nuovo satellite NASA controllerà salute di piante, boschi e giardini

Pubblicato il 29 Maggio 2014 12:07 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2014 12:07
Il sagtellite NASA oco-2

Il sagtellite NASA OCO-2

USA, KENNEDY SPACE CENTER – Un nuovo satellite della Nasa misurera’ dallo spazio l’efficacia e la velocita’ di piante, boschi e giardini nell’assorbire il carbonio nell’atmosfera: l’ ‘Osservatorio orbitante sul carbonio’ – in sigla OCO-2 – verra’ lanciato durante l’estate con un ambizioso ed importante obiettivo per la salute del Pianeta. Creare una mappa mondiale della fotosintesi – per cui le piante assorbono la luce e la riemettono a lunghezze d’onda diverse, dando luogo alla ‘fluorescenza’ – che in pratica permetta agli scienziati di calcolare quanto attivamente il mondo ‘verde’, in diverse parti della Terra, sintetizzi il carbonio in circolazione.

Una mappa di questo tipo – spiegano gli esperti – aiutera’ le attivita’ ecologiche, dimostrando ad esempio se e’ vero che come ritenuto sinora che le foreste tropicali assorbono il 20% delle emissioni di carbonio da combustione fossile a livello mondiale. Altro quesito che la Nasa spera di poter rispondere e’ quello relativo alla ‘efficacia’ nella fotosintesi delle cosiddette ‘foreste anziane’:secondo molti scienziati, gli alberi secolari non sarebbero in grado di assorbire carbonio ad alta velocita’ come quelli piu’ giovani:se cio’ venisse confermato, gli esperti potrebbero decidere di piantare alberi giovani al loro posto.

I dati che giungeranno dal nuovo Satellite – spiega in un lungo reportage sul tema il ‘Washington Post’ – potranno inoltre creare una sorta di di ‘sistema d’allarme’ anticipato in caso di siccita’ gravi e cosi via, capaci di avere un impatto negativo sul processo di fluorescenza. Ad esempio: un declino nei livelli di fotosintesi in una determinata aerea potra’ allertare gli agricoltori sulla possibile mancanza di raccolto in anticipo.

L’osservatorio orbitante OCO-2 e’ stato realizzato grazie al lavoro di due scienziati della Nasa – Joanna Joiner del Goddard Space Center del Maryland, e Christian Frankenberg del Jet Propulsion laboratory di Pasadena in California – che hanno scoperto la possibilita’ di registrare la fluorescenza delle piante, tramite particolari onde elettromagnetiche che bloccano l’intereferenza della luce solare.