Occhi primitivi e quasi “umani” scoperti negli esseri unicellulari marini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 luglio 2015 22:23 | Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2015 22:23
Occhi primitivi e quasi "umani" scoperti negli esseri unicellulari marini

Occhi primitivi e quasi “umani” scoperti negli esseri unicellulari marini (Credit Photo: Gregory Gavelis/UBC)

ROMA –  Primitivi occhi simili a quelli umani sono stati scoperti negli esseri unicellulari marini. Si tratta della più complessa struttura, completa di primitive cornea, iride e retina, mai trovata in organismi così semplici come il plancton. Secondo lo studio coordinato da Gregory Gavelis, dell’università canadese della British Columbia, e pubblicato su Nature, questi occhi primitivi sarebbero nati ‘incorporando’ altri piccoli organismi.

“E’ una struttura straordinariamente complessa per un organismo unicellulare”, ha spiegato Gavelis. Si tratta di un minuscolo ma complesso occhio, usato molto probabilmente per cercare le prede, scoperto in organismo unicellulare appartenente alla famiglia dei dinoflaggellati.

Il suo unico occhio è in realtà un ‘ocello’, una strutture che non permette di vedere una vera immagine bensì i cambiamenti di luce. Si tratta ad ogni modo di una vera stranezza considerando le dimensioni dell’organismo (unicellulare), tanto che i ricercatori erano convinti che l’occhio fosse in realtà di qualche piccolo animale in decomposizione.

Dallo studio emerge che le varie strutture, cornea, iride e retina sono dovute da un lungo processo evolutivo di ‘integrazione’ di altri microrganismi (la retina sarebbe originata da corpuscoli ‘acquisiti’ da un tipo di alga rossa).

Nonostante le somiglianze con gli occhi degli animali complessi, gli ocelli del dinoflagellato non hanno nessuna origine comune. La scoperta rappresenta un importante esempio di evoluzione convergente, ossia la nascita di organi o strutture molto simili ma attraverso percorsi evolutivi differenti.