Occhio bionico. Cieca per 16 anni, ora vede: nella retina una micro antenna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 agosto 2015 13:55 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2015 13:55
Carmen Torres

Carmen Torres

ROMA – Grazie a un occhio bionico inserito nel suo cranio, 63 anni, dopo 16 anni di cecità è tornata a vedere. Non è il primo caso di intervento di questo genere; a oltre 20 anni dal primo esperimento, sono circa 100 le persone che hanno riacquistato la vista grazie a un occhio bionico, ma il caso di Carmen Torres, il primo a essere trattato in un ospedale della Florida, corredato dal racconto della stessa Torres, ha colpito i media: ora è in grado di vedere porte, finestre, marciapiedi e palazzi, e anche di vedere le stelle di notte. Ha detto:

“Sono molto felice dei risultati. Posso vedere il mio nipotino quando lancia una palla in mezzo al mio soggiorno, posso prenderla e tirargliela. Sono anche soddisfatta di come appaino i miei occhi, non c’è differenza rispetto a prima dell’intervento”.

Carmen Torres è nata in Portorico seppe di essere malata di retinite pigmentosa all’età di 18 anni, ma fino ai 45 non ebbe problemi: si sposò e ebbe tre figlio, guidava la macchina, svolgeva la sua attività sena fastidi. Poi, un giorno, “non mi sono più riuscita a vedere nello specchio”

Dopo anni senza speranza, l’intervento con l’innesto del sistema Argus II, una protesi impiantata per via chirurgica nella retina, nell’occhio e altro harware esterno portato dal malato nella borsa e con una specie di occhiali. Negli occhiali c’è una video camera in miniatura che registra la scena esterna.
I segnali della video camera sono inviati a un micro computer portato alla cintura o nella borsa. Il segnale è quindi inviato agli occhiali e trasmesso wireless a una micro antenna nell’impianto nella retina. In questo modo l’impianto emette micro impulsi che bypassano la parte dell’occhio malata e stimolano le cellule della retina ancora attive che a loro volta trasmettono l’informazione visiva attraverso il nervo ottico al cervello, generando la percezione di forme di luce.