Olocausto, un quarto di tutte le vittime sterminate in soli 3 mesi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2019 6:30 | Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2019 21:11
Olocausto, sterminate in 3 mesi un quarto delle vittime

Olocausto, un quarto di tutte le vittime sterminate in soli 3 mesi (Foto Ansa)

ROMA – Un quarto di tutte le vittime dell’Olocausto furono sterminate in soli tre mesi, il periodo più intenso e feroce di massacri umani nel XX secolo: è quanto emerge da un nuovo studio di Lewi Stone, biologo matematico della Tel Aviv University e della RMIT University in Australia, dopo aver esaminato i registri dei treni collegati all’operazione nazista Reinhard. 

Stone ha utilizzato i dati in possesso di Yitzhak Arad, storico dell’Olocausto, che ha catalogato i treni che collegavano le città e i ghetti della Polonia occupata a tre famigerati campi della morte – Belzec, Sobibor e Treblinka – durante l’operazione Reinhard. Utilizzando le stime del numero di vittime su ciascun treno, Stone ha calcolato che per tre mesi, quotidianamente, ad agosto, settembre, ottobre del 1942 furono uccise almeno 15.000 persone. In quel periodo, ritiene che in totale 1,47 milioni di persone furono sterminate nelle camere a gas, ovvero il 78% del 1,7 milioni di ebrei. Se le cifre sono giuste significherebbe che sono morte più persone nell’arco di tre mesi rispetto a qualsiasi altro genocidio del XX secolo. 

Al genocidio in Ruanda, in cui in soli 100 giorni sono state sterminate fino a 1.000.000 di persone viene solitamente attribuito il più alto tasso di omicidi: 8.000 al giorno. Secondo Stone, il tasso di omicidi durante l’Olocausto è rallentato solo quando non c’erano più ebrei da sterminare. “Il tasso di omicidi nel periodo dell’operazione Reinhard è circa dell’83% in più rispetto alla cifra comunemente indicata per il Ruanda, il che significa che i precedenti confronti erano basati su dati inesatti”. 

Stone ha affermato che il suo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, mette in risalto il carattere singolarmente violento dell’Olocausto, anche confrontato con altri genocidi più recenti. Lo studio, secondo Stone fornisce inoltre nuove intuizioni sulla “estrema efficienza dei campi di sterminio nazisti e sul modo sistematico in cui le comunità ebraiche sono state eliminate”. L’operazione Reinhard durò dal 1942 al 1943, ma i registri dettagliati degli omicidi furono in gran parte distrutti dai nazisti, rendendo difficile investigare la rapidità con cui fu compiuto il genocidio. 

La Deutsche Reichsbahn, la ferrovia nazionale tedesca, ha svolto un ruolo fondamentale nel trasporto di milioni di ebrei nei campi di sterminio. I “treni speciali” che trasportavano le vittime venivano tenuti su rigidi calendari. Ciò permise allo storico dell’Olocausto Yitzhak Arad di compilare i dati della Reichsban su 480 deportazioni di treni da 393 città e ghetti polacchi a tre importanti campi di morte – Belzec, Sobibor e Treblinka – durante l’operazione Reinhard e stimare il numero di vittime per ogni trasporto. 

Usando queste informazioni – che includevano le stime dei numeri su ciascun treno – Stone ha calcolato il numero degli ebrei sterminati dai nazisti durante l’operazione Reinhard. “In questa operazione, i tre principali campi di Belzec, Sobibor e Treblinka furono realizzati con l’intenzione di eliminare ogni ebreo nella Polonia occupata dalla Germania”. 

Pur essendo l’Olocausto uno “degli eventi più distruttivi e feroci nella storia della civiltà umana”, Stone ricorda che “negli ultimi 70 anni, i genocidi e gli omicidi di massa hanno continuato a verificarsi e non stanno diminuendo”. “Negli ultimi 25 anni, la Bosnia, il Ruanda, il Darfur, il Burundi, la Siria e il Myanmar hanno tutti sperimentato stermini su larga scala alcuni dei quali potevano essere evitati”. “Sviluppare una comprensione più profonda dei genocidi e degli omicidi di massa, comprese le loro cause, caratteristiche comuni, prevedibilità e riduzione, è quindi considerato da alcuni come “l’obiettivo più importante delle scienze sociali”. “Le lezioni apprese dall’Olocausto continuano per questo a svolgere un ruolo vitale e l’argomento è più che mai attuale”.