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Onde gravitazionali, catturata la quarta per la prima volta anche in Italia

Onde gravitazionali, catturata la quarta per la prima volta anche in Italia

Onde gravitazionali, catturata la quarta per la prima volta anche in Italia

ROMA – La quarta onda gravitazionale in appena due anni di osservazioni stavolta “parla” anche italiano. Il 14 agosto infatti il primo “chimp” o cinguettio di un’onda gravitazionale è stato registrato dalla rete globale che vede i tre rivelatori distanziati da un oceano e posti ai vertici di un triangolo, tra gli Stati Uniti nelle città di Hanford e Livingstone dove si trova il Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (Ligo), e Cascina nella provincia di Pisa dove si trova Virgo, entrato in funzione appena il 1° agosto scorso. Proprio la loro configurazione a triangolo ha permesso non solo di rivelare il segnale, ma per la prima volta di determinarne con estrema precisione la provenienza.

L’annuncio della quarta onda gravitazionale osservata è stato dato durante la conferenza di apertura del G7 a Torino la sera del 27 settembre e scrive una nuova pagina dell’astronomia, in cui è fortemente sentita la collaborazione italiana dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare, Infn.

Per la prima volta dunque i tre interferometri hanno lavorato insieme, formando un rivelatore potentissimo che è stato in grado di osservare l’onda generata dal momento finale della fusione di due buchi neri supermassivi, rispettavemente di 31 e 25 masse solari, e distanti tra loro 1.8 miliardi di anni luce. Dalla fusione è nato un unico buco nero di ben 53 masse solari, mentre le 3 masse solari “perse” sono state convertite in energia proprio sotto la forma di potenti onde gravitazionali.

La novità più importante di questa configurazione di rivelatori è la possibilità, per la prima volta, di poter determinare con precisione la sorgente delle onde. Lavorando insieme infatti i tre rivelatori sono in grado di triangolarizzare il segnale proveniente dallo spazio lontano e quindi di identificare e localizzare con grande precisione la provenienza del segnale, aprendo così la strada ad una nuova astrofisica gravitazionale che, fino ad appena due anni fa, non avremmo mai nemmeno immaginato di poter percorrere.

 

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