Otzi, svelato l’ultimo pasto dell’uomo che morì 5300 anni fa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2018 7:27 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2018 17:36
otzi mummia

Otzi, svelato l’ultimo pasto dell’uomo che morì 5300 anni fa

ROMA – La mummia di Otzi, l’uomo morto 5.300 anni fa sui monti delle Alpi Venoste, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] nella zona che oggi segna il confine fra Italia e Austria, fa sempre notizia. Non ci sono grandi novità, ma tanto basta a giustificare un articolo sul settimanale inglese Economist e sul sito specializzato americano Tech Times. L’interesse è più che giustificato. Come ha detto qualche anno fa Angelika Fleckinger, direttore del Museo di Bolzano, Otzi, “l’Uomo venuto dai ghiacci o Iceman, è senza dubbio una delle scoperte più importanti nella storia umana. Si tratta di una finestra unica sull’età preistorica e offre un’incredibile quantità di informazioni”.

Di lui si sa praticamente tutto: cosa mangiò poco prima di morire (carne di cervo, una enorme quantità di grasso) e perché morì (una freccia, tirata da dietro le spalle, gli spaccò il cuore).

Ma è la composizione del suo ultimo pasto a provocare il nuovo interesse. Prima di partire per il viaggio mangiò un pasto ricco di proteine e grassi, costituito principalmente da carne.

Frank Maixner e Albert Zink, due ricercatori dell’Istituto per lo Studio delle Mummie a Bolzano, sulla rivista scientifica Current Biology hanno pubblicato i dettagli del pasto nutriente contenuto nello stomaco di Otzi, pieno al momento della morte.

Gli studiosi hanno trovato ed esaminato numerosi pezzi di carne e grasso animale mescolati a frammenti di piante. Un’analisi chimica ha rivelato la presenza di acido fitanico (spesso presente nel grasso e nel latte dei ruminanti), l’acido azelaico (comune nei cereali integrali) e il gamma-terpinene (che si trova in genere in piante come il coriandolo). Presenti inoltre molte sostanze come il ferro, calcio, zinco, magnesio e sodio, coerenti con il consumo di carne rossa o prodotti caseari.

A sorprendere i ricercatori è stata soprattutto l’alta percentuale di grassi animali presenti nello stomaco di Ötzi, il 46%: chi attualmente mangia una quantità alta di grassi è che si prepara ad attività fisiche faticose in condizioni difficili. Il che significa che Otzi fosse già consapevole, oltre 5300 anni fa, che i grassi sono un’importante fonte di energia e ne aveva consumati i in quantità prima di avventurarsi sulle montagne.

La mummia Otzi fu trovata fra i ghiacci in via di scioglimento nel 1991.

La presenza, vicino al corpo, di indumenti e attrezzature, tra cui, un arco, una faretra piena di frecce e un’ascia di rame, aveva portato gli archeologi a supporre che l’uomo potesse essere un cacciatore o addirittura un guerriero preistorico di rango elevato.

Le prime rivelazioni risalgono al 2002, contenute in uno studio di  Franco Rollo, Massimo Ubaldi, Luca Ermini e Isolina Marota, pubblicato dalla National Academy of Science americana, e successivamente la mummia – attualmente conservata al Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano – è stata completamente scongelata per la prima volta e ciò ha permesso di prelevare campioni di alta qualità per le analisi.

Negli anni, successive scoperte hanno permesso di mettere a fuoco con sempre maggiore precisione il misterioso uomo delle nevi.

Campioni del contenuto del colon sono stati analizzati da paleobotanici. Gli scienziati hanno studiato la conservazione e la composizione del DNA nei campioni del contenuto intestinale prelevati dall’intestino tenue e crasso della mummia.

Normalmente, spiegano gli scienziati, i resti vegetali sono costituiti da cosiddetti macroresti (resti di cibo) e microresti, questi ultimi rappresentati da polline. I ricercatori hanno anche testato il DNA estratto dal colon e dai campioni fecali dell’ileo. Spiegano ancora: “Avevamo a che fare con residui di cibo dall’intestino e non con le feci in senso stretto: i residui di cibo, dopo aver subito una quantità limitata di trasformazione chimica, non contengono il numero di inibitori delle feci e fossili”.

Campioni del contenuto intestinale sono stati raccolti dall’ileo e dal colon di Ötzi. Secondo la ricostruzione del DNA, l’ultimo pasto era composto da carne di cervo rosso e, verosimilmente, cereali; questo pasto era stato preceduto da un altro a base di stambecco (Capra ibex), diverse specie di dicotiledoni e cereali. Lo spettro del DNA corrispondente ai residui di polline nel colon, d’altra parte, si adatta all’ipotesi che l’ultimo viaggio del cacciatore/guerriero neolitico sia stato attraverso una foresta di conifere subalpine presente nel sito a oltre 3.200 mt sul livello del mare. Il campione prelevato dal colon è stato raccolto attraverso l’orifizio anale, avendo cura di separare la parte più esterna del contenuto dal resto, mentre il campione dell’ileo è stato ottenuto incidendo il tratto inferiore dell’intestino tenue e spremendo il contenuto.