Oumuamua, mistero nello spazio: corpo interstellare mandato dagli Alieni per spiarci?

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Gennaio 2019 6:05 | Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio 2019 8:47
Oumuamua, mistero nello spazio. Corpo interstellare mandato dagli Alieni per spiarci?

Oumuamua, mistero nello spazio. Corpo interstellare mandato dagli Alieni per spiarci?

ROMA – Oumuamua, fantasia sfrenata di astronomo. Corpo interstellare mandato dagli Alieni per spiarci? “Pensare a civilità lontane non è una speculazione”, sostiene l’astronomo Avi Loeb. Il corpo interstellare Oumuamua potrebbe essere in realtà una sonda inviata dagli alieni”.

“Considerate le prove raccolte finora è possibile trarre una conclusione. La domanda fondamentale è: siamo soli?”,  ha affermato nel corso di un’intervista a Der Spiegel l’astronomo Avi Loeb, 56 anni, presidente del dipartimento di astronomia dell’Università di Harvard che sui fenomeni astrofisici ha pubblicato più di 700 articoli.

“Se ad un certo punto incontrassimo altri esseri intelligenti, cambierebbe radicalmente la nostra prospettiva sull’universo. Ma non solo, le intelligenze extraterrestri potrebbero aumentare enormemente le nostre conoscenze. Imparare da loro migliorerebbe la nostra comprensione del mondo. Potrebbe essere una scorciatoia, proprio come se una persona del Medioevo dovesse dare un’occhiata al mondo contemporaneo”. 

Rispetto alla possibilità maggiore o meno che in passato di incontrare gli alieni, Loeb ha detto che “viviamo in un momento speciale. Solo negli ultimi anni abbiamo scoperto quanto potrebbe essere presente la vita nella nostra galassia. Il satellite Keplero ci ha mostrato che ogni quarta stella ha un pianeta simile alla Terra con temperature favorevoli alla presenza della vita. In secondo luogo, abbiamo la tecnologia necessaria per rispondere alla domanda se siamo davvero i soli nell’universo”.

Alla domanda su quanto sarebbe significativa la scoperta di una civiltà extraterrestre rispetto ad altre importanti nella storia dell’uomo, l’astronomo ritiene che sarebbe “la più grande di tutte. Se dovessimo scoprire altri esseri al di fuori del pianeta Terra, sarebbe in assoluto il più grande passo”.

Ricevere un segnale dallo spazio “sarebbe scioccante. Siamo influenzati dalle nostre esperienze, immaginiamo che gli altri esseri siano simili a noi ma, forse, sono totalmente diversi. Non possiamo intraprendere viaggi interstellari e l’unica ragione per cui gli astronauti sopravvivono nello spazio è che sono sotto la protezione del campo magnetico terrestre. Anche andando su Marte, i raggi cosmici sarebbero un grosso problema”.

Quando accadrà l’incontro con gli alieni è difficile stabilirlo ma Loeb sostiene che “prima scopriremo alcuni frammenti tecnologici e non la vita biologica”. Potrebbe trattarsi di astronavi disperse, rottami abbandonati poiché “la maggior parte delle civiltà potrebbe aver avuto via breve. In altre parole, temo non si prendano cura del loro pianeta e che alla fine sia distrutto dalle guerre nucleari, dagli interventi sul clima”.

Gli astronomi sono un po’ gli storici della galassia, ricostruirebbero le culture perdute dalle rovine? “E’ questo il motivo per cui la definisco archeologia spaziale”, spiega Loeb. Su un articolo pubblicato da Astrophysical Journal Letters, l’astronomo ha ipotizzato che i primi extraterrestri potrebbero già esserci. 

“Il 19 ottobre 2017, alle Hawaii, il telescopio PanSTARRS nel cielo ha rilevato un oggetto insolito. Si muoveva così in fretta che doveva provenire da qualche luogo oltre il nostro sistema solare, rendendolo il primo visitatore dallo spazio esterno a noi noto. È stato chiamato “‘Oumuamua”.

Oumuamua è “un oggetto piuttosto misterioso anche per altri aspetti. La sua luminosità cambia drasticamente, suggerendo una forma molto strana. Una sfera, invece rifletterebbe sempre la stessa quantità di luce solare”.

Il che non vuol dire che si tratti di un’astronave ma aggiunge Loeb “la sua orbita si differenzia significativamente da un’orbita modellata proprio dal campo gravitazionale del Sole”. E ciò fa pensare che “ci fosse qualche forza in più che agisse su Oumuamua. Ad esempio, se fosse stata una cometa, potrebbe aver emesso gas mentre sorvolava il sole. Se Oumuamua è un oggetto che vaga random, ogni sistema solare dovrebbe produrre milioni di miliardi di tali oggetti. A meno che non sia una missione mirata”.

Oumuamua è una sonda spaziale attiva e ci sta spiando? Su questo Loeb sostiene che è una possibilità, “seguo la logica di un detective e Sherlock Holmes ha detto: “Se hai escluso l’impossibile, allora ciò che rimane è la verità, per quanto improbabile possa sembrare”.

Sulle forme di vita che hanno sviluppato una tecnologia avanzata, Loeb sostiene: “In un quarto di tutti i sistemi planetari attorno ad altre stelle ci sono condizioni simili a quelle sulla Terra. Perché, allora, non dovrebbero esserci altrove esseri intelligenti? Seguo ciò che chiamo il principio dell’umiltà cosmica. Noi umani tendiamo a pensare di essere speciali ma la storia ha dimostrato più e più volte che è un’illusione”.

“Il principio dell’umiltà cosmica ci ricorda che da un punto di vista biologico non siamo niente di speciale. E se ci sono altri esseri intelligenti è probabile che siano tecnologicamente molto più avanti di noi”. 

 
 
 
 

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