Polo nord magnetico si sposta: Ingv ricostruisce il movimento nell’Artide

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 23 Dicembre 2019 14:45 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2019 14:45
Polo nord geomagnetico: lo studio Ingv sugli spostamenti in Artide

Il polo nord geomagnetico e i dati dell’INGV

ROMA – Il Polo Nord magnetico si sta spostando e i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno ricostruito il suo movimento lungo l’Artide. Il risultato è stato possibile grazie a un ciclo di analisi paleomagnetiche che hanno permesso di ricostruire il movimento del polo geomagnetico durante l’Olocene, cioè nell’attuale epoca geologica che ha avuto inizio circa 11700 anni fa.

Lo studio è condotto dai ricercatori dell’Ingv e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e i risultati sono stati pubblicati sula rivista Quaternary Science Reviews. I ricercatori hanno analizzato quattro carote di sedimenti marini prelevate nella regione artica al largo delle isole Svalbard, nel Mare di Barents, nel corso degli ultimi anni durante 3 crociere scientifiche oceanografiche condotte in una collaborazione internazionale che ha coinvolto diversi istituti di ricerca ed università tedesche, spagnole, norvegesi e danesi.

Analizzando i dati, i ricercatori hanno scoperto che il movimento del polo geomagnetico in Artide è variabile e imprevedibile. In alcuni periodi prolungati, di circa diversi secoli, la posizione dell’antico polo geomagnetico (paleopolo) è stata sostanzialmente stabile, restando confinata in regioni piuttosto limitate. In altri periodi, invece, il moto del polo geomagnetico ha subito una accelerazione significativa, coprendo in poco tempo regioni molto estese. 

Secondo gli scienziati, il fenomeno è collegato ai complessi processi che avvengono all’interno della Terra, in una zona al confine tra il mantello terrestre e il nucleo esterno fluido dove si origina il campo magnetico terrestre. Studiare il comportamento del polo geomagnetico nel passato è molto importante, perché ci permette di ottenere informazioni e comprendere fenomeni che avvengono ai giorni nostri.

Pensiamo al movimento odierno dei poli magnetici, che hanno subito una brusca accelerazione, con un veloce spostamento del polo nord magnetico verso la Siberia e di quello sud verso la costa della Terra Vittoria in Antartide. Questo attuale e rapido cambiamento sembra essere compatibile con quanto emerge dai dati sull’Olocene, che indicano che la posizione dei poli geomagnetici nel recente passato geologico è stata contraddistinta da periodi di relativa stabilità e periodi di rapida variazione.

L’accelerazione subita dal moto dei poli magnetici negli ultimi anni ha costretto gli scienziati ad un aggiornamento anticipato del modello magnetico globale (World Magnetic Model – WMM) nel 2019, una circostanza che quindi è legata a caratteristiche interne del nostro pianeta che seguono dinamiche che si sono già verificate in passato. (Fonte INGV)