Pompei, 5 scheletri rifugiati in una stanza: trovati nella Casa dell’Iscrizione che ha cambiato la storia

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 ottobre 2018 6:41 | Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2018 2:04
Pompei, 5 scheletri rifugiati in una stanza: trovati nella Casa dell'Iscrizione che ha cambiato la storia

Pompei, 5 scheletri rifugiati in una stanza: trovati nella Casa dell’Iscrizione che ha cambiato la storia

POMPEI – Ritrovati nel corso degli scavi a Pompei i resti di cinque persone, due donne e tre bambini, che si erano rifugiati in una camera della loro abitazione nel tentativo di salvarsi dalla pioggia di lapilli dovuti all’eruzione del Vesuvio. Gli archeologi pensano che siano rimasti schiacciati sotto il tetto che ha ceduto o bruciati dalla nube piroplastica, la nuvola di fuoco e gas che è arrivata alla fine.

La casa del Giardino o dell’Iscrizione, in cui sono stati rinvenuti i resti, è la stessa nella quale è stata rivenuta un’iscrizione che, secondo alcuni studiosi, posticiperebbe dal 24 agosto 79 d.C. al 17 ottobre la data dell’eruzione del vulcano. Al momento dell’eruzione, la casa era in fase di ristrutturazione, per cui la scritta all’epoca è stata ricoperta di intonaco, scrive il Daily Mail. 

“Questo potrebbe spiegare perché, accanto a stanze con pareti e soffitti affrescati e con pavimenti di piastrelle o lastre di marmo, alcune aree come l’atrio e il corridoio d’ingresso erano intonacate o senza pavimento”, sostengono gli archeologi. La data del 24 agosto è stata riportata da Plinio il Giovane, che assistette all’eruzione e circa 30 anni dopo ne parlò in due lettere a Tacito, suo amico e storico romano. 

Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico, all’Ansa ha detto che si tratta “di un ritrovamento di straordinario interesse sia per le dinamiche eruttive sia per la documentazione degli scavi in età moderna”. Osanna ha aggiunto che gli scheletri erano ancora intatti, rimasti indisturbati nonostante i saccheggi avvenuti nel sito secoli fa. 

(Foto Ansa)