Pompei, trovato il tesoro dell’ultimo fuggitivo: una chiave e 20 monete d’argento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 giugno 2018 14:43 | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2018 14:43
Pompei, ultimo fuggitivo portava un tesoro: chiave e 20 monete d'argento

Pompei, trovato il tesoro dell’ultimo fuggitivo: una chiave e 20 monete d’argento

NAPOLI – I resti dell’ultimo fuggitivo dell’eruzione del Vesuvio scoperti negli scavi di Pompei nascondevano anche un tesoretto, quello che l’uomo ha claudicante ha cercato di portare con sé. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Si tratta di una chiave di ferro e di un sacchetto con 20 monete d’argento, l’equivalente di circa 500 euro. un ritrovamento che aggiunge un nuovo tassello alla storia drammatica dietro alla scoperta.

Massimo Osanna, direttore del parco archeologico di Pompei, ha spiegato che il fatto che l’uomo avesse con sé a quel tempo una cifra con cui oggi una famiglia media vive a Roma per due settimane, indica che potesse essere un commerciante: “Ci fa ritenere che non si trattasse di un riccone, ma nemmeno di un poveraccio. Forse un commerciante che a causa della sua gamba malata non si era convinto a lasciare la città nelle ore precedenti, quando lo avevano fatto pressoché tutti” .

Gli archeologi hanno intravisto i resti della sacca quando sono andati a muovere lo scheletro per portarlo in laboratorio. “Sotto le costole sfondate del torace si è intravisto del materiale organico e ossido di ferro”, racconta ancora Osanna. Poi è stata la volta delle monete “D’argento ma appartenenti ad epoche diverse”. Le indagini continuano ora in laboratorio, dove lo scheletro e anche i resti della sacchetta , i resti della chiave e le monete sono stati portati per le analisi che dovranno chiarire tante cose di più su questa vicenda di 1900 anni fa.

Prima di tutto le condizioni fisiche dell’uomo (gamba rotta, gamba malata in seguito ad una frattura non curata, l’età reale, ecc.) e poi la storia degli oggetti. Alcune analisi sono state già affidate al Policlinico di Napoli. Dopo quello eccezionale dello scheletro, insomma – conclude Osanna – questo ulteriore ritrovamento, fa “E’ di grande valore” per il lavoro intrapreso con i nuovi scavi, perché “sono anche gli oggetti, il contesto di vita dell’uomo ritrovato a darci particolari reali sulla vita e sulle storie degli uomini di questa città”.