Premio Nobel per la medicina ad Allison e Honjo per il freno naturale ai tumori

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 1 ottobre 2018 12:38 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2018 12:38
Premio nobel per la medicina per il freno naturale ai tumori

Premio Nobel per la medicina ad Allison e Honjo per il freno naturale ai tumori

ROMA – Il Premio Nobel per la Medicina 2018 è stato assegnato a James P. Allison e a Tasuku Honjo, che hanno dedicato il loro lavoro allo studio delle proteine del sistema immunitario che agiscono come freno per i tumori.

Ogni anno il cancro uccide milioni di persone e trovare una cura rappresenta una delle sfide più difficili per la scienza e l’umanità. Le ricerche di Allison si basano su un approccio totalmente nuovo alle terapie contro il tumore, studiando una proteina che agisce come freno nel nostro sistema immunitario e che può essere riprogrammata per attaccare e frenare le cellule tumorali. Gli studi di Honjo invece si sono concentrati sulla scoperta di una proteina che agisce sempre come freno, ma secondo un meccanismo di azione diverso. Le terapie basate su questo meccanismo, seppur elaborato in due strategie diverse da Allison e Honjo, hanno permesso di ottenere dei risultati promettenti nel trattamento del cancro.   

Durante gli anni Novanta, nel laboratorio della University of California di Berkeley, Allison ha concentrato i suoi studi sulla proteina CTLA-4 che agisce come freno naturale nei linfociti T, le cellule del nostro sistema immunitario. Altri team di ricercatori hanno studiato il meccanismo per ottenere terapie per le malattie autoimmuni, ma l’intuizione dello scienziato è stata diversa. Ha applicato le conoscenze sulla proteina alle terapie contro il cancro, sviluppando un primo esperimento nel 1994 dai risultati decisamente sorprendenti. Uno studio che in un primo momento non ha attirato l’attenzione delle case farmaceutiche, fino ai primi promettenti risultati ottenuti anche da altri gruppi di ricerca e il primo studio clinico nel 2010, che ha mostrato buoni risultati nel trattamento dei pazienti affetti da melanoma a stadio avanzato.   

Nel 1992 alla scoperta di Allison si aggiunge quella di Honjo: la PD-1, un’altra proteina espressa sulla superficie dei linfociti T, viene scoperta nei lavoratori della Kyoto University. Questa proteina negli esperimenti animali si è dimostrata efficace nel bloccare il cancro, con un effetto simile alla CTLA-4, ma agendo con un diverso meccanismo.  E nel 2012 il primo studio clinico ha dimostrato ottimi risultati nel trattamento di pazienti con diversi tipi di cancro, portando a lunghe remissioni anche per pazienti considerati intrattabili con tumori metastatici. 

Per oltre 100 anni gli scienziati hanno cercato di utilizzare lo stesso sistema immunitario per combattere il cancro e ora queste terapie si dimostrano non solo promettenti, ma anche in grado di rivoluzionare i trattamenti fino ad oggi utilizzati e rappresentano un alleato in una delicata e difficile sfida.