RICERCA: CNR PUNTA A BREVETTI E IMPRESE. MAIANI, NUOVI STRUMENTI PER RAGGIUNGERE RISULTATI

Pubblicato il 29 luglio 2010 3:10 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2010 13:30

Brevetti e imprese nati direttamente dalla ricerca, sul modello di quanto fanno grandi laboratori internazionali come il Massachusetts Institute of Technology (Mit): è il modello al quale punta il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), che ha presentato in un convegno a Roma la “vetrina” delle sue attività. Delle oltre 14.000 ricerche Cnr che nel 2008-2009 hanno meritato la pubblicazione su riviste scientifiche di grande impatto a livello internazionale, il volume “cnr.it, highlights 2008-2009” ne raccoglie 218, organizzati in quattro grandi aree: habitat e vita, materia ed energia, informazione e comunicazione, cultura e società. Tanta ricerca di base (dalla quale arriva direttamente il più recente dei brevetti) e lo sguardo attento al trasferimento tecnologico: sono queste le due anime che il Cnr intende far crescere, ha detto il presidente Luciano Maiani a margine dell’incontro.

“Il trasferimento tecnologico – ha rilevato – è uno dei punti sui quali ho deciso pragmanticamente di impegnarmi quando ho preso la presidenza. Il Cnr – ha aggiunto – ha possibilità enormi e potrà godere di ottima salute nel momento in cui avrà una produzione di brevetti e imprese all’altezza delle proprie dimensioni”. Per percorrere nel modo più spedito questa strada “utile all’ente e al Paese”, ha proseguito Maiani, sono stati attivati nuovi strumenti, come meccanismi che aiutano a superare la frammentazione fra i dipartimenti, scuole di formazione, iniziative come Rete Ventures e Quantica. Tra i brevetti, è in dirittura d’arrivo quello di un nuovo materiale per ottenere cellule fotovoltaiche più sottili, efficaci ed economiche: “arriva direttamente dalla curiosità scientifica di alcuni del nostro gruppo: ci chiedevamo come si comporta la luce in un materiale fotonico disordinato e, osservando che restava intrappolata al suo interno abbiamo pensato ad un’applicazione”, ha detto Diederik Wiersma, del Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non Lineare (Lens), dell’Istituto di Fisica della materia del Cnr, presso l’università di Firenze.

Così a giorni il nuovo materiale sarà oggetto di un brevetto internazionale. Ricerca di base e applicazioni industriali vanno di pari passo anche in un altro settore di frontiera, come la spintronica, la disciplina al confine tra fisica e chimica nata in Italia e che promette di spingere al massimo le capacità di miniaturizzazione dell’elettronica e ridurre i consumi. “Le applicazioni più vicine riguardano fotovoltaico, display flessibili e rivestimenti per le protesi”, ha detto Carlo Taliani, direttore dell’istituto per i Materiali Nanostrutturati del Cnr (Ismn-Cnr) di Bologna. Il fotovoltaico è in prima linea sul fronte delle applicazioni, con due spin off in ottima salute e una nuova attività che potrebbe partire in settembre, in collaborazione con un’azienda tradizionale specializzata nella lavorazione del vetro e finalizzata a realizzare i componenti per l’elettronica del futuro.