Sacra Sindone, viso di Gesù “stampato” da neutroni sprigionati da terremoto?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 febbraio 2014 14:27 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2014 14:27
Sacra Sindone, viso di Gesù "stampato" da neutroni sprigionati da terremoto?

Sacra Sindone, viso di Gesù “stampato” da neutroni sprigionati da terremoto?

TORINO – La Sacra Sindone non solo sarebbe originale, ma il viso di Gesù sarebbe stato “stampato” sul tessuto da un’emissione di neutroni sprigionata da un violento terremoto. Questa la teoria dei ricercatori italiani Alberto Carpineti, del Politecnico di Torino, hanno avanzato dopo aver simulato le compressioni tipiche di un terremoto e osservato il tipo di radiazioni emesse, spiega il sito LiveScience.

Secondo i ricercatori un forte terremoto registrato a Gerusalemme proprio nel 33 dopo Cristo, e documentato da diversi testi storici, avrebbe causato una compressione delle rocce tale da sprigionare un’emissione di neutroni. Emissioni in grado di “stampare” il volto e il corpo di Gesù sul telo che lo avvolgeva.

La nuova teoria oltre a fornire una spiegazione dell’immagine, ritenuta sacra e conservata a Torino, ne convaliderebbe così anche l’autenticità, messa in dubbio da una serie di test al radiocarbonio eseguiti nel 1988 ad Oxford e che fanno risalire la Sindone al Medio Evo, tra il 1260 e il 1390 dopo Cristo.

Il gruppo di ricercatori italiani, guidati da Carpineti, ha simulato il fenomeno di compressione delle rocce verificando l’emissione dei neutroni, emissioni che oltre a impressionare la figura sul telo avrebbero potuto anche alterare il risultato del test al radiocarbonio per la datazione. Emissioni che dunque smentirebbero i dati dell’Università di Oxford, pubblicati su Nature nel 1989.

Gordon Cook, professore di geochimica ambientale all’università di Glascow, non contraddice la teoria dei ricercatori italiani, ma si chiede perché queste emissioni di neutroni non abbiano lasciato altri segni archeologici, se non solo per la Sindone. Cook ha spiegato a Live Science:

“Dovrebbe trattarsi di un effetto locale che non può essere misurato in altri luoghi. La comunità scientifica analizza da decenni materiali di quel periodo e questo fenomeno non è mai stato osservato”. 

Christopher Ramsey, direttore dell’Oxford Radiocarbon Accelerator Unit, esprime le sue perplessità in linea con il parere di Cook:

“Una delle questioni che andrebbe trattata è il perché quel materiale ha reagito alla presunta emissione di neutroni, ma altri materiali archeologici e geologici dello stesso luogo non presentino segni di esposizione alla radiazione. Esiste un numero altissimo di reperti di quella regione datati al radiocarbonio e che non mostrano certamente questo tipo di intense radiazioni descritte nella teoria”.

Stabilire dunque l’autenticità della sacra Sindone non è ancora possibile, e come davanti ad ogni mistero della fede, crederci o meno resta una scelta personale, conclude Cook:

“Se volete credere nella sacra Sindone di Torino, allora credeteci”.