Sbadigli? Non è la noia, ma stai “raffreddando” il cervello

Pubblicato il 19 ottobre 2011 12:51 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2011 12:52

ROMA – Lo sbadiglio è un riflesso usato dal cervello per “raffreddarsi”. La scoperta è dei ricercatori di Princeton guidati dal biologo evoluzionista Andrew Gallup. Il cervello umano utilizzerebbe lo sbadiglio per scambiare area con l’esterno, abbassando così la temperatura interna della testa. I risultati sono stati pubblicati su Frontiers in Evolutionary Neurosciences.

Lo studio è stato condotto su un gruppo di 160 volontari a cui veniva mostrato un video di persone sbadiglianti. Il campione è stato suddiviso in due: 80 partecipanti sono stati analizzati in estate, gli altri in inverno. Lo scopo era comprendere se la temperatura dell’ambiente esterno influenzasse lo sbadigliare.

Gallup ha spiegato: “Abbiamo fatto le nostre registrazioni all’aperto, a Tucson in Arizona. In estate le temperature si aggiravano attorno ai 36 gradi e l’umidità era bassa, in inverno avevamo in media 21 gradi e un’umidità un po’ più elevata. Anche tenendo conto dell’umidità o di quanto ciascuno aveva dormito la notte precedente, la correlazione con le temperature esterne è rimasta: circa metà dei volontari sbadigliava in inverno, solo un quarto lo faceva in estate. C’è di più: la tendenza a sbadigliare è risultata associata anche al tempo passato all’aperto, esposti alle condizioni climatiche esterne, soprattutto in estate. Se ad esempio il soggetto era uscito da 5 minuti, sbadigliava nel 40 per cento de casi; se era all’aperto da più tempo, lo sbadiglio diventava insopprimibile in appena il dieci per cento dei soggetti”.

La spiegazione di questo riflesso sarebbe allora da imputare ai meccanismi di termoregolazione del cervello. “Secondo l’ipotesi termoregolatoria, sbadigliare serve a raffreddare il cervello attraverso lo scambio di calore che avviene con l’aria esterna: quando sbadigliamo facciamo una profonda inalazione, introducendo aria fredda la testa si rinfresca. I nostri dati confermano la teoria: quando in estate la temperatura esterna è elevata, sbadigliare non aiuta a raffreddare il cervello e quindi lo sbadiglio viene fisiologicamente “inibito”. In inverno invece accade il contrario”, ha detto Gallup.

Sarebbe dunque questo il significato biologico di questo riflesso, fino ad oggi associato all’espressione di noia e tedio. gallup ha poi osservato: “Gli esperimenti sugli animali hanno dimostrato che lo sbadiglio riduce la temperatura all’interno della testa, ora i dati che abbiamo raccolto per la prima volta in esseri umani confermano indirettamente che è così: si sbadiglia di più quando lo scambio con l’aria esterna può raffreddare una “testa calda” e non se la temperatura fuori è praticamente uguale a quella interna”.