Scienza/ Ecco come nasce l’intuizione. Una serie di studi ci spiegano come si “accendono le lampadine” all’interno del cervello

Pubblicato il 19 Giugno 2009 20:34 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2009 20:34

Come è nata l’intuizione geniale che ha portato Archimede ad uscire dalla vasca da bagno per gridare il fatidico “Eureka (ho trovato)!”?  Una serie di studi recentemente hanno provato a documentare il lavoro del cervello, attraverso la registrazione delle onde cerebrali e dei neuroni che si attivano per risolvere anagrammi, indovinelli e altri rompicapi.

Lo scopo degli studi è di comprendere come nascano le intuizioni, ossia capire come si “accendono le lampadine” all’interno del cervello, operazione fra l’altro molto difficile da riprodurre in laboratorio per gli scienziati.

Ecco come nascono secondo alcuni ricercatori, i momenti in cui esclamiamo il fatidico «Aha ora ho capito!». Questi attimi si materializzano senza preavviso, e tutto ciò avviene attraverso uno spostamento inconscio della nostra prospettiva mentale che improvvisamente percepiamo: «Un “aha” improvviso in qualsiasi momento, è la comprensione che ci permette di farci vedere qualcosa con una luce diversa», spiega John Kounios psicologo a Drexel University di Filadelfia. «Potrebbe essere la soluzione ad un problema, ma potrebbe essere anche la voglia di fare uno scherzo, o di ricordarsi improvvisamente di un volto».

Queste intuizioni improvvise, sono il culmine di una intensa e complessa serie di stati cerebrali, che richiedono più risorse del normale ragionamento. Le persone che risolvono i problemi attraverso la visione generano diversi tipi di onde cerebrali rispetto a quelle che risolvono i problemi analiticamente: «Il vostro cervello in realtà ha fatto un lavoro molto duro prima di arrivare a questo momento», afferma Mark Wheeler psicologo presso l’Università di Pittsburgh: «C’è come una partita in corso dietro le quinte».

Da questi esperimenti, si scopre anche che il nostro cervello è particolarmente attivo nei momenti apparentemente inattivi come il sonno: mentre si dorme, col sogno nella parte sinistra del nostro cervello si attivano diversi settori celebrali che servono a  risolvere problemi complessi, che i ricercatori in precedenza credevano fermi durante il sogno.

Al Goldsmith College di Londra, lo psicologo Joydeep Bhattacharya ha cercato di studiare come nasce la soluzione improvvisa di un problema facendo alcuni esperimenti. Con il controllo delle onde cerebrali, ha visto un’alta frequenza dell’attività del cervello nella corteccia frontale destra, ed ha individuato in anticipo chi avrebbe risolto un puzzle: questo avveniva fino a otto secondi prima che la risposta venisse effettivamente data dalla persona sottoposta all’esperimento. Per il Dott. Bhattacharya, come pubblicato sull’attuale edizione del “Journal of Cognitive Neuroscience”, «tutto ciò è incredibile; il cervello già sa la risposta prima che la diciamo a voce».

Alcuni volontari in tutti questi esperimenti, trovano le risposte attraverso una metodica analisi, altri si confondono ma per molti la soluzione sembra venire dal nulla ed improvvisamente; molte volte, questa è la soluzione corretta.