Scoperta lontana galassia dell’universo primordiale: produce 250 soli l’anno

Pubblicato il 23 Marzo 2010 11:31 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2010 12:34

La galassia SMM J2135-0102

Una lontana galassia la cui esistenza è stata scoperta solo ora, grazie a un’indagine fatta con il telescopio Apex, è stata scoperta dagli astronomi che le hanno dato il nome SMM J2135-0102, a quanto riferisce il sito blogspot.com.

Per la prima volta sono state ottenute misurazioni dirette delle dimensioni e della luminosità di regioni di formazione stellare, ma la galassia è talmente distante che ciò che vediamo ora avveniva 10 miliardi di anni fa.

Una “lente gravitazionale” cosmica fornisce un immagine così ravvicinata che sarebbe altrimenti impossibile da ottenere: un colpo di fortuna che ha rivelato una frenetica formazione stellare nelle galassie dell’universo primordiale, con vivai di stelle che si formano cento volte più velocemente che nelle galassie più vicine.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature. Gli astronomi stavano osservando un massiccio ammasso di galassie con il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (situato sull’altipiano di Chajnantor nelle Ande Cilene a un’altitudine di 5.000 metri), a lunghezze d’onda submillimetriche, quando hanno trovato una galassia nuova e brillante come non mai, più distante da noi dell’ammasso stellare e delle più brillanti galassie finora mai osservate.

La luminosità è dovuta al fatto che i grani di polvere brillano dopo essere stati scaldati dalla luce stellare. «Stimiamo che SMM J2135-0102 stia producendo stelle a un ritmo equivalente a circa 250 soli all’anno – dice Carlos De Breuck, un membro del gruppo -. La formazione stellare nella sua nube più grande è differente da quella nell’universo locale, ma le nostre osservazioni suggeriscono anche che dovremmo essere in grado di usare una fisica di base simile a quella delle più dense regioni di formazione stellare nella galassie vicine per capire come nascono le stelle in queste galassie più distanti».

La nuova galassia SMM J2135-0102 è così brillante proprio grazie al massiccio ammasso di galassie che si trova in primo piano. La sua enorme massa curva la luce della galassia più distante, funzionando come una lente gravitazionale. Così come fa un telescopio, ingrandisce e rende più brillante la galassia distante e grazie al fortuito allineamento fra l’ammasso e la galassia distante, quest’ultima viene ingrandita di 32 volte.

«L’ingrandimento ci mostra la galassia con un dettaglio senza precedenti, anche se è così distante che la sua luce ha impiegato circa 10 miliardi di anni a raggiungerci» spiega Mark Swinbank dell’università di Durham, primo autore dell’articolo che riporta la scoperta. L’ingrandimento ha fatto capire che le nubi di formazione stellare possono essere individuate all’interno della galassia, fino a una scala minima di alcune centinaia di anni luce, quasi le stesse dimensioni delle nubi giganti nella nostra Via Lattea.

Queste “fabbriche di stelle” sono simili per dimensioni a quelle della Via Lattea, ma cento volte più luminose, il che suggerisce che la formazione stellare nelle prime fasi di vita di queste galassie sia un processo molto più vigoroso di quello tipicamente visto nelle galassie più vicine a noi sia nello spazio che nel tempo.