Scoperto “paleodentista”: 14mila anni fa la prima carie curata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 luglio 2015 13:13 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2015 13:13
Scoperto "paleodentista": 14mila anni fa la prima carie curata

Scoperto “paleodentista”: 14mila anni fa la prima carie curata

BOLOGNA – 14mila anni fa la prima seduta dal dentista: una delle ultime ricerche pubblicate sulla rivista “Scientific Reports” ha retrodatato al tardo paleolitico superiore la più antica evidenza archeologica di intervento manuale per trattare le lesioni cariose. Il team, guidato dall’Università di Bologna (Dipartimento di Beni Culturali) e dall’Università di Ferrara (Dipartimento di Studi Umanistici), ha analizzato una lesione cariosa, presente sul terzo molare inferiore (mandibolare), appartenente ad un individuo maschile datato a 14.000 anni fa e scoperto nel 1988, presso il Riparo Villabruna (Dolomiti Venete) dal team dell’Università di Ferrara.

Varie analisi scientifiche confermano che la cavità cariosa è stata intenzionalmente trattata, al fine di ripulirne il tessuto infetto, tramite l’utilizzo di una punta microlitica (cioè una piccola punta di selce). Fino ad oggi le più antiche evidenze di trattamento dentale erano datate a 9.000-7.000 anni fa, ma la nuova scoperta retrodata di 5.000 anni le prime evidenze di trattamento dentale. I risultati suggeriscono come, nell’evoluzione umana, le forme rudimentali di trattamento dentale fossero un adattamento del già noto “toothpicking” (bastoncini di legno/osso utilizzati già a partire da 2 milioni di anni per esportare piccoli frammenti di cibo rimasti intrappolati tra i denti), ri-utilizzato per sollevare ed asportare (ma non trapanare) il tessuto infetto.

La carie è una patologia molto diffusa nella società moderna, e la necessità di curarla è ben documentata fin dalla preistoria. La più antica evidenza di attività dentistica è datata infatti al Neolitico (9.000-7.000 anni), ma prima di questo periodo non è mai stata documentata alcuna forma di trattamento dentale. Il Villabruna, datato a 14.000 anni fa, attesta la presenza di forme rudimentali di intervento curativo dentale almeno durante le fasi finali del Paleolitico superiore.

“Quello che i risultati mostrano – spiega Stefano Benazzi (Università di Bologna), coordinatore del gruppo di ricerca – è che il dente del Villabruna rappresenta la più antica evidenza di intervento manuale su una condizione patologica (carie). Villabruna retrodata qualsiasi caso di intervento dentale e di chirurgia craniale attualmente noto (9,000-7,000 anni fa). Questa scoperta suggerisce inoltre che nel Paleolitico Superiore finale l’uomo era consapevole degli effetti deleteri delle infezioni cariose e della necessità di intervenire, tramite l’ausilio di strumenti microlitici, sul tessuto malato per rimuoverlo e/o pulirlo in profondità”.

“La nostra scoperta – aggiunge Marco Peresani (Università di Ferrara)- mostra come gli albori della medicina dentale sfrutti abilità, competenze creative e tecnologiche presenti ben prima del Neolitico, facendo quindi risalire al Paleolitico Superiore finale lo sviluppo, seppur incipiente, delle pratiche chirurgiche (dentali)”.