Il serpente galattico nato dal buco nero: ecco cos’è

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 9 dicembre 2017 6:30 | Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2017 16:24
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Il serpente galattico nato dal buco nero: ecco cos’è

ROMA – Un’esplosione di energia da un buco nero che si trova a 8 miliardi di anni luce da noi ha lasciato a bocca aperta gli scienziati. Un vero e proprio serpente galattico, questa l’immagine che il getto di plasma emesso dal centro dalla galassia evoca nelle foto scattate da oltre 40 telescopi, tra cui diversi situati proprio in Italia. Ad analizzare i dati dell’impressionante emissione di plasma da parte del nucleo galattico attivo, cioè il supermassiccio buco nero posizione nel centro della galassia CTA 102, sono stati i ricercatori guidati da Claudia M. Raiteri dell’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf) di Torino.

Il getto di plasma è stato osservato alla fine del 2016, quando la luminosità dell’oggetto è aumentata di 250 volte tanto da essere visibile anche a dei semplici telescopi amatoriali. A generare la struttura elicoidale e disomogenea che ha sorpreso gli scienziati, che hanno pubblicato i risultati ottenuti sulla rivista scientifica Natureè stato il buco nero situato nel centro della galassia che si trova nella costellazione di Pegaso. L’evento è stato così intenso da permetterne l’osservazione con diversi telescopi e in diverse lunghezze d’onda, fornendo così dati completi su quanto accaduto, spiega la Raiteri:

“Il getto è stato osservato da più di 40 telescopi in una trentina di osservatori sparsi nell’emisfero Nord della Terra, tra cui diversi gestiti dall’Italia. I dati raccolti in diverse frequenze dello spettro, nell’ottico, radio e vicino infrarosso, ci hanno portato ad elaborare una spiegazione alternativa per la variazione di luminosità di questo genere di nuclei galattici attivi chiamati blazar. Di solito si attribuisce questa variabilità a qualcosa che accade dentro al getto, mentre noi pensiamo che dipenda dalla sua particolare struttura serpeggiante. La nostra interpretazione è che il getto sia curvo e disomogeneo, cioè che emetta radiazione con frequenze diverse da regioni diverse, e che queste regioni cambino orientamento nel tempo. Quando l’emissione elettromagnetica si allinea meglio con noi avvicinandosi alla linea di vista, ci appare molto più luminosa di quanto non sia in realtà”.

L’osservazione del serpente galattico è stata possibile grazie al consorzio internazionale Whole Earth Blazar Telescope (Webt), che è stato fondato a Boston 20 anni fa, proprio con l’obiettivo di studiare nel dettaglio i blazar, questo tipo particolare di galassie popolate da un buco nero supermassiccio nel loro nucleo. Una teoria, quella del serpente galattico, che come spiega la Raiteri è supportata ora sia dai numeri che dalle osservazioni:

“Le simulazioni in 3D, realizzate in particolare all’Osservatorio Astrofisico di Torino dell’Inaf, mostrano l’insorgere di instabilità nel getto, che lo distorcono. D’altra parte l’analisi di immagini ottenute con interferometria radio rivelano che sulle scale di qualche anno luce il getto sembra elicoidale e vorticoso”.