Sindone, c’è sangue vero di una persona torturata

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 agosto 2018 19:30 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2018 19:30
Sindone, c'è sangue vero di una persona torturata

Sindone, c’è sangue vero di una persona torturata (Foto Ansa)

ROMA  –  Sulla Sindone di Torino c’è davvero del sangue, ed era il sangue di una persona torturata. Inoltre il liquido è rosso e non marrone, come dovrebbe essere un sangue antico, perché il telo sarebbe stato esposto alla luce ultravioletta, come quella del sole, che ne ha alterato il colore. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Lo indica la ricerca italiana pubblicata sulla rivista Applied Optics e coordinata da Paolo Di Lazzaro, dell’Enea e vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia.

La ricerca arriva a meno di un mese da un altro studio secondo il quale almeno la metà delle macchie di sangue della Sindone sarebbe falsa e mentre Torino si prepara alla mini ostensione del lenzuolo (che la tradizione cristiana ritiene sia il sudario che ha avvolto Gesù Cristo) prevista il 10 agosto e riservata a 2.000 giovani.

Grazie all’analisi della Sindone fatta dai ricercatori durante l’Ostensione del 2015 con una tecnica ottica che serve a individuare la composizione dei materiali è stato visto che nel sangue del telo è presente la metaemoglobina, un prodotto della degradazione dell’emoglobina fortemente ossidata e invecchiata, a “conferma che si tratta di sangue antico, come avevano dimostrato anche altre ricerche negli anni ’80 che avevano individuato composti tipici del sangue come il siero e grandi quantità di bilirubina”, ha detto all’ANSA Di Lazzaro.

Il sangue è ricco di bilirubina, ha aggiunto “in due casi: nel caso di una persona malata di ittero e in quello di una persona percossa duramente, perché nel sangue di quest’ultima si rompono i globuli rossi e il fegato rilascia bilirubina”.

Tenendo conto di questo, ha proseguito Di Lazzaro “il nostro obiettivo era, inoltre, capire perché il sangue presente sul telo è rosso e non marrone, come dovrebbe essere un sangue antico e ossidato”. A questo scopo, i ricercatori hanno messo a punto un esperimento durato quattro anni che ha usato un sangue compatibile con quello presente sulla Sindone: “Abbiamo usato il sangue di una persona malata di ittero, perché contiene grandi dosi di bilirubina”.

Dopo aver impregnato un telo di lino con questo sangue, i ricercatori hanno quindi irraggiato il telo con luce ultravioletta, compatibile con la luce del sole, e hanno visto che “l’interazione tra raggi ultravioletti e bilirubina altera il colore delle macchie”.