Spazio. Sonda Rosetta suona la sveglia al lander Philae ibernato su cometa

Pubblicato il 12 Marzo 2015 15:21 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2015 15:21
Il lander Philae sulla cometa

Il lander Philae sulla cometa

ROMA –  Da giovedi la sonda Rosetta lancia una ‘sveglia’ al lander Philae ibernato sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La maggiore vicinanza al Sole lascia sperare che ai pannelli solari del lander possa arrivare luce sufficiente perchè ricominci a trasmettere i segnali, ma non è possibile sapere quando questo potrà accadere. Da giovedi fino al 20 marzo il risveglio di Philae potrebbe avvenire in qualsiasi momento.

La missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) è quindi arrivata ad un’altra tappa cruciale perchè dal lander potrebbero arrivare altre risposte importanti per studiare la composizione della cometa e avere così nuovi elementi per ricostruire la storia del Sistema Solare. Una temperatura superiore a -45 gradi centigradi e almeno 5.5 Watt di energia dal Sole: sono queste le condizioni necessarie per far svegliare Philae, che dopo la rocambolesca discesa sulla cometa ha eseguito buona parte dei suoi esperimenti.

Tuttavia la probabile caduta in un avvallamento poco illuminato dal Sole, dove riceve molta meno energia di quanto era pianificato ha reso necessario ‘ibernarlo’. “Philae è progettato in modo tale da utilizzare tutta l’energia solare disponibile per scaldarsi”, ha spiegato Koen Geurts, del centro di controllo della missione Rosetta in Germania, a Darmstadt. A partire da giovedi e fino al 20 marzo la sonda Rosetta, in orbita attorno alla cometa, farà 11 tentativi per mettersi in contatto con Philae che, come sperano i tecnici dell’Esa, potrebbe risvegliarsi da un momento all’altro.

Anche nell’ipotesi in cui non riuscisse a svegliarsi, il lander potrebbe aver comunque abbastanza energia per ricevere comunicazioni e per questo i tecnici hanno inviato istruzioni per orientare al meglio i pannelli fotovoltaici. “Se non stabiliremo un contatto entro il 20 marzo – ha spiegato Stephan Ulamec, responsabile delle operazioni – faremo altri tentativi non appena sarà di nuovo possibile”.