SphereX, la nuova missione Nasa per studiare l’origine dell’universo

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 18 febbraio 2019 14:49 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2019 14:49
SphereX, missione per studiare l'origine dell'universo della Nasa

SphereX, la nuova missione Nasa per studiare l’origine dell’universo

ROMA – Una missione per studiare l’origine dell’universo e osservare nel dettaglio 300 milioni di galassie. Questo è l’obiettivo di SphereX, la missione Nasa il cui lancio è previsto nel 2023. La raccolta dati durerà circa 2 anni e punta a ricostruire cosa sia accaduto subito dopo il Big Bang, l’esplosione da cui circa 14 miliardi di anni fa si è originato il cosmo.

Il nome SphereX è l’acronimo di Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization and Ices Explorer. Gli strumenti a bordo della nuova missione osserverà e raccoglierà dati su 300 milioni di galassie, alcune distanti anche 10 miliardi di anni luce da noi,  e su oltre 100 milioni di stelle nella vicinissima Via Lattea. I dati raccolti riguarderanno la ricerca di acqua e delle molecole organiche, essenziali per lo sviluppo della vita, nelle incubatrici stellari, regioni dove nascono le stelle dal gas e dalla polvere e dove potrebbero formarsi nuovi pianeti.

Jim Bridenstine, amministratore capo della Nasa, ha commentato: “Sono molto entusiasta di questa nuova missione. Non solo espanderà le missioni per svelare i misteri dell’universo, ma è parte di un bilanciato programma scientifico che include missioni di diverse dimensioni”. 

La missione svilupperà una mappa in 96 differenti bande di colore, superando la risoluzione delle altre mappe a tutto cielo di questo tipo. Inoltre servirà a trovare dei target per uno studio più dettagliato con il James Webb Space Telescope e Wide Field Infrared Survey Telescope che sarà lanciato nel 2021. 

Thomas Zurbuchen, della Nasa, ha commentato: “Questa affascinante missione sarà un tesoro unico di dati per gli astronomi. Ci consentirà di ottenere una mappa galattica senza precedenti con le “impronte” dell’universo subito dopo la sua nascita. E avremo nuove tracce di uno dei più grandi misteri della scienza: cosa ha portato il cosmo ad espandersi così velocemente qualche nanosecondo subito dopo l’esplosione del Big Bang”.