Spinosauro, la coda da nuotatore per il dinosauro e re dei predatori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Aprile 2020 11:40 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2020 11:40
Spinosauro, il dinosauro re dei predatori dalla coda da nuotatore

Il pendio roccioso che racchiudeva lo scheletro di spinosauro (Credit: ANSA/ National Geographic Image Collection/Cristiano Dal Sasso)

ROMA  – Lo spinosauro era il re dei predatori tra i dinosauri durante il Cretaceo e con la sua coda era anche un nuotatore provetto

Lo scheletro fossile scoperto nel deserto del Sahara marocchino ha permesso di scoprire che la sua coda era dotata di potenti muscoli e articolazioni flessibili.

Lo spinosauro nuotava quindi con un movimento ondulatorio e sinuoso, come quello dei coccodrilli, e seminava il terrore nei fiumi del Cretaceo.

Spinosauro, la scoperta dello scheletro

La scoperta è stata pubblicata su Nature da un gruppo internazionale di paleontologi guidato da Nizar Ibrahim della National Geographic Explorer e dell’Università di Detroit Mercy.

Anche sette ricercatori italiani vi hanno preso parte, tra cui Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano.

Dal Sasso ha spiegato: “Ora si dovranno riscrivere tutti i libri sui dinosauri”.

Per il paleontologo, la coda rappresenta la prova che i dinosauri “anche gli habitat acquatici con un modello anatomico completamente nuovo e originale”.

La coda quindi “cancella la falsa convinzione che tutti i dinosauri privi di penne fossero costretti ad abitare solo gli ecosistemi di terraferma”.

Gli scavi sono stati condotti tra il 2015 e il 2019 nel deserto del Kem Kem.

I paleontologi hanno trovato in un pendio roccioso quasi 40 vertebre e altre ossa della coda di un grande dinosauro.

Gabriele Bindellini, dottorando dell’Università di Milano, ricorda: “Sotto il sole cocente del Sahara e quasi 50 gradi di temperatura, è stata una sfida al limite dell’impossibile”.

Cosa ci dicono i resti dello spinosauro

Le ossa erano racchiuse nello stesso strato da cui era già venuto alla luce lo scheletro incompleto di uno spinosauro.

L’analisi paleoistologica ha confermato che le ossa appartenevano tutte allo stesso giovane esemplare.

Il dinosauro era lungo più di 10 metri e pesante più di 3,5 tonnellate.

Solo la coda era lunga 5 metri e presentava alla base dei grandi fasci muscolari.

Le lunghe spine sia sopra che sotto le vertebre la rendevano alta e piatta, come un lungo nastro.

Per capirne il funzionamento, esperti di biomeccanica di Harvard ne hanno realizzato un modello mosso da un braccio robotico all’interno del tunnel dell’acqua.

I risultati dei test hanno dimostrato che la coda in acqua aveva “un’efficienza propulsiva assai più elevata delle code lunghe e sottili dei dinosauri carnivori tipicamente terrestri”, dice Dal Sasso.

Insomma, la coda trovata è molto più simile a quella delle code dei vertebrati acquatici viventi.

Simone Maganuco, co-autore dello studio, ha aggiunto: “La coda nastriforme dava anche maggiore stabilità, riducendo la tendenza al rollio”.

“A questo poteva contribuire anche la grande vela dorsale, che forse funzionava come una chiglia inversa”, ha aggiunto.

Secondo i ricercatori, lo spinosauro aveva difficoltà a camminare come bipede sulla terraferma.

Probabilmente, all’occorrenza, era costretto a usare le zampe anteriori per puntellarsi, con un’andatura più quadrupede.

Questi problemi non si presentavano in acqua, dove poteva lanciarsi in lunghi inseguimenti alle sue prede. (Fonti: Nature, ANSA)