L’uomo discende dalle spugne: hanno antenati comuni e condividono il 70% dei geni

Pubblicato il 6 agosto 2010 21:00 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2010 13:00

spugnaScienziati australiani hanno scoperto che le spugne marine condividono con gli esseri umani quasi il 70% dei geni, parte dei quali associati al cancro e ad altre malattie. Un’equipe internazionale di scienziati guidata dal prof. Bernard Degnan della scuola di scienze biologiche dell’universita’ del Queensland, che in cinque anni di ricerca ha mappato la sequenza del genoma di spugne raccolte vicino al fondo marino nella Grande barriera corallina, ha concluso che il primordiale animale ha in comune con l’uomo le stesse cellule che fanno da componenti base.

Lo studio, descritto sulla rivista Nature, conferma che tutti gli animali contemporanei, dalle spugne e i coralli alle farfalle e all’uomo, si sono evoluti da antenati di 600 milioni di anni fa da lungo tempo estinti: i primi animali multicellulari. ”I geni e le caratteristiche genomiche condivise fra specie fra loro distanti, come spugne ed esseri umani, sono probabilmente ereditati dal comune antenato. Questo riscrive le teorie coltivate a lungo, secondo cui i primi animali non erano che semplici agglomerati di cellule”, scrive Degnan. La ricerca,aggiunge, potra’ permettere notevoli progressi nella ricerca sul cancro e sulle cellule staminali.

Esplorare la funzione genetica delle cellule staminali delle spugne marine potra’ mostrare ”legami profondi e importanti” con i geni che hanno influenzato la biologia delle cellule staminali nell’uomo, spiega. Questo ”potra’ illuminarci sulla maniera in cui possiamo prelevare le cellule staminali umane e utilizzarle per future applicazioni mediche”, aggiunge.

Le spugne, e i lontanissimi antenati che hanno in comune con l’uomo, dovevano svolgere alcune delle funzioni chiave che sono essenziali per la nostra salute, essere in grado di equilibrare la crescita e mantenere sano il proprio organismo, scrive ancora Degnan. Per contro e’ la disfunzione degli stessi meccanismi che causa malattie in animali moderni come il cancro, in cui falliscono i controlli sulla multicellularita’, e come i disturbi di autoimmunita’ in cui vengono meno le distinzioni fra il se’ e il fuori di se’.