Stazione spaziale cinese Tiangong 1: allarme caduta frammenti in Italia a Pasqua

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 marzo 2018 8:28 | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2018 13:09
Stazione spaziale cinese in caduta libera: allarme frammenti in Italia tra il 28 marzo e il 4 aprile

Stazione spaziale cinese in caduta libera: allarme frammenti in Italia tra il 28 marzo e il 4 aprile

ROMA – Stazione spaziale cinese Tiangong 1 in caduta libera nello spazio, la Protezione Civile lancia l’allarme. Frammenti potrebbero cadere in Italia a Pasqua, tra il 28 marzo e il 4 aprile.

Il rientro incontrollato della stazione spaziale cinese Tiangong 1 nell’atmosfera “potrebbe interessare il territorio nazionale” e l’eventuale caduta di frammenti potrebbe avvenire nei giorni di Pasqua, “tra il 28 marzo e il 4 aprile” e riguardare “le Regioni a sud dell’Emilia-Romagna”.

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E’ quanto si legge in una circolare diffusa oggi dalla Protezione civile a tutti i ministeri e alle Regioni. ‘La finestra temporale e le traiettorie di impatto al suolo potranno essere definite con maggiore precisione nelle 36 ore precedenti il rientro’, si legge nel documento, che sottolinea come l’organizzazione e l’interpretazione dei dati sia compito dell’Agenzia Spaziale Italia, che ‘curerà la fase di organizzazione e interpretazione dei dati avvalendosi del supporto di altri Enti, nazionali e internazionali’.

Nel frattempo, la Protezione civile rende noto che è stato istituito il tavolo tecnico di lavoro, previsto in circostanze del genere, al quale partecipano, insieme all’Asi, il consigliere militare della Presidenza del Consiglio, i ministeri di Interno, Difesa e Esteri, Enac, Enav, Ispra, la commissione speciale di Protezione civile.

Il modulo della Tiangong 1 viene sorvegliato costantemente, ma si potrà conoscere la data precisa dell’impatto del modulo della stazione spaziale cinese con l’atmosfera solo tre giorni prima che avvenga. Appena sei ore prima si potrà conoscere la traiettoria di rientro. L’impatto è previsto quando il veicolo scenderà alla quota di 90 chilometri: da quel momento comincerà ad andare in frantumi. “Si romperà in tanti pezzi: alcuni bruceranno, altri no, come quelli in titanio”.

Il problema è che non ci sono informazioni tecniche in proposito da parte dell’agenzia spaziale cinese. Nel caso in cui frammenti di dimensioni importanti dovessero sopravvivere all’impatto distruttivo con l’atmosfera, “le probabilità che possano cadere sull’Italia sono bassissime”, hanno detto ancora. Poiché il veicolo si muove lungo un’orbita che lo porta a sorvolare la fascia intorno all’Equatore spingendosi fino a metà dell’Italia, l’ipotesi remota della caduta di frammenti sul nostro Paese non dovrebbe riguardare le aree a Nord di Firenze.