Stella più vecchia ha 13,6mld di anni: evoluzione universo da riscrivere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2014 13:12 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2014 13:14
Una stella di 13,6mld di anni: è la più vecchia dell'universo mai osservata

Una stella di 13,6mld di anni: è la più vecchia dell’universo mai osservata (Foto Ansa)

SYDNEY – La stella più vecchia dell’universo ha 13,6 miliardi di anni. Una scoperta che rischia di cambiare tutto ciò che sappiamo e di riscrivere l’evoluzione dell’universo intero. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a studiare la composizione chimica delle primissime stelle, un successo del team di scienziati diretti da Stefan Keller, dell’Università Nazionale Australiana, in cui figura anche il fisico Brian Schmidt, premio Nobel 2011 per la scoperta riguardante l’accelerazione dell’universo.

Il rivoluzionario studio cosmologico è stato pubblicato sulla rivista Nature e offre conoscenze sulla formazione degli elementi pesanti la cui concrezione ha poi formato i pianeti rocciosi, almeno uno dei quali, il nostro, ha dato origine alla vita. La stella fa parte della seconda generazione formatasi 100 milioni di anni dopo il Big Bang, che segnò la nascita del cosmo 13,7 miliardi di anni fa. In termini astronomici è vicina alla nostra galassia, la Via Lattea, ed è una fra i 60 milioni di stelle fotografate dall’enorme fotocamera digitale dello Sky Mapper.

A prima vista una stella ordinaria, tanto da non destare curiosità alcuna, fino a quando lo spettro luminoso della stella non è stata analizzata. Una vera sorpresa per il team di Keller: nella stella non c’erano metalli come il ferro, indice che si trattava di una stella molto più vecchia e straordinaria di quanto pensato:

“I livelli di ferro nell’universo continuano a salire. Se troviamo una stella che ha una quantità minima di ferro, vuol dire che è molto vecchia”.

La scoperta è stata poi confermata usando il telescopio Magellano in Cile, le cui osservazioni indicano che la stella è composta solo di idrogeno, elio, carbonio, magnesio e calcio, mentre la maggior parte delle stelle contiene anche tutti gli altri elementi. Questo indicherebbe che si è formata dai detriti di una singola supernova, in cui la stella di prima generazione era esplosa.

Il corpo celeste appena scoperto offre agli scienziati la prima ‘impronta digitale’ di una stella di prima generazione, dichiara Keller. Le primissime stelle si formarono infatti dalla condensazione di idrogeno, elio e litio, i soli elementi presenti subito dopo il Big Bang.