Gay, più facile diventarlo se hai fratelli maggiori: lo studio della Toronto University

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 dicembre 2017 6:08 | Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2017 6:55
GAY

Lo studio della Tornto University: avere fratelli maggiori aumenta la probabilità di essere gay

LONDRA – Gli uomini con fratelli maggiori hanno più probabilità di essere gay: le mamme nell’utero sviluppano degli anticorpi causa scatenante dell’omosessualità.

E’ il risultato di uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciencese, e ora gli scienziati affermano che avere un figlio maschio innesca una reazione immunitaria che può alterare il cervello del feto.
Gli autori della Toronto University, tuttavia sottolineano che per spiegare la sessualità sono coinvolti diversi fattori ma affermano che la risposta immunitaria aiuta a spiegare qualcosa che a lungo ha sconcertato gli scienziati.

“Il nostro studio è un importante passo avanti nella comprensione delle origini dell’orientamento sessuale negli uomini, fornendo supporto per un meccanismo biologico teorizzato ma non esaminato in precedenza: una risposta immunitaria materna a una proteina importante nello sviluppo del cervello di un feto maschio” affermano gli autori e aggiungono che la ricerca inizia “a spiegare una delle correlazioni più attendibili dell’omosessualità maschile: i fratelli maggiori”.
La probabilità che un figlio maschio sia gay è stimata intorno al 3% ma per una persona che ha tre fratelli maggiori, raddoppia al 6%.

Le donne hanno due cromosomi X, i geni che determinano il sesso biologico di un bambino, i maschi invece hanno un cromosoma X e uno Y.
Ed è il cromosoma “Y” a creare le differenze biologiche che rendono un bambino maschio in grado di scatenare una reazione immunitaria nella mamma: il suo corpo reagisce contro il cromosoma Y e crea un anticorpo chiamato anti-NLGN4Y.
Gli anticorpi sono una reazione ai corpi “estranei” che invadono il corpo, in questo caso un embrione maschile.
Dopo aver partorito un figlio, una donna accumula una grande quantità di anticorpi e questo può influenzare lo sviluppo del cervello del feto successivo.
Gli autori, in ogni caso, fanno attenzione a sottolineare che il legame tra l’anticorpo e la struttura cerebrale è un’associazione, ma non una prova. Ipotizzano che “alcune madri sviluppino anticorpi contro una proteina legata al cromosoma Y, importante nello sviluppo del cervello maschile e aggiungono:”dopo aver controllato statisticamente il numero di gravidanze, le madri di figli gay, in particolare quelli con fratelli maggiori, avevano livelli significativamente più alti di anti-NLGN4Y rispetto ai campioni di controllo delle donne, comprese le madri di figli eterosessuali”.
Gli autori affermano che le loro scoperte “indicano un’associazione tra una risposta immunitaria materna al NLGN4Y e un successivo orientamento sessuale nella prole maschile”.