Talento batte pratica: se si vuole il successo allenarsi non basta…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Luglio 2014 0:27 | Ultimo aggiornamento: 22 Luglio 2014 0:27
Talento batte pratica: se si vuole il successo allenarsi non basta...

Talento batte pratica: se si vuole il successo allenarsi non basta…

ROMA – Per avere successo il talento batte la pratica e allenarsi spesso non basta. A dirlo è una ricerca condotta da tre psicologi americani che contraddicono le teorie di Ander Ericsson, professore della Florida State University, che nel 1993 spiegava come con la pratica tutti possono avere successo. Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Psychological Science, sostiene invece chela pratica, se non unita ad un talento naturale, può fare poco per ottenere il successo desiderato.

I tre autori della ricerca, scrive il New York Times, sono Zach Hambrick della Michigan State University, Brooke Macnamara della Case Western University e Frederick Oswald della Rice University. I tre psicologi hanno analizzato  i risultati di ben 88 ricerche sul tema ed esaminando diverse discipline, evidenziando che la pratica, senza il talento, non è sufficiente a raggiungere il successo.

Poco importa che ci si alleni 10mila ore in piscina o 100mila sui campi da tennis, raggiungere il successo di due campioni come il nuotatore Michael Phelps o il tennista Roger Federer è impossibile, sottolinea il New York Times:

“Il pendolo oscilla perennemente tra pratica e talento, siamo solo di fronte a un dibattito che non permetterà conclusioni definitive”.

Ma attenti a generalizzare: la genetica, e dunque il talento innato, e la pratica non sono gli unici fattori che influenzano il successo. Un esempio? L’età. Approcciare allo studio del violino o apprendere una lingua straniera per un bambino di 5 anni sarà molto diverso che per un adulto over 50.

Altro importante fattore è il livello dell’allenamento: fare meno ore di pratica, ma di qualità superiore, aiuta sicuramente di più a raggiungere il proprio obiettivo. Infine va osservato il modo in cui si fa pratica: se ci si allena da soli, se si cambiano il luogo e l’orario dell’allenamento e se, in una stessa sessione, si riesce a combinare esercizi differenti.

Se questi sono i fattori “fisici”, c’è poi da tenere in considerazione anche quelli psicologici: la motivazione, la grinta, la fantasia e la capacità di immaginare il successo che si vuole ottenere e proiettarsi con tutte le proprie energie (mentali) verso l’obiettivo.

Insomma avere talento per eccellere in un campo, dalla musica allo sport o allo studio, è sicuramente fondamentale. La mera pratica non basta, dicono i tre psicologi americani, ma sia talento che allenamento sono necessari per raggiungere con soddisfazione i propri obiettivi.