Visa, Mastercard e il targeting pubblicitario: i clienti saranno spiati?

Pubblicato il 25 ottobre 2011 12:46 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2011 12:46

ROMA – I dati dei clienti di Mastercard e Visa potrebbero essere condivisi ai fini del targeting degli annunci pubblicitari. Questa nuova tecnologia punta a individuare le abitudini di acquisto dei clienti dalle carte di credito, raccogliere tali informazioni e condividerle a fini pubblicitari. Una volta individuato il target e redatto il profilo di un cliente, le pubblicità sul web potrebbero essere personalizzate in base a tale profilo. Emily Stell ne ha parlato sul Wall Street Journal. L’idea molto gradita ai pubblicitari però implica una perdita dell’anonimato dell’utente del web. Il cliente sarebbe dunque “spiato” a fini pubblicitari ed i suoi dati legati agli acquisti con carte di credito condivisi con terzi.

Il targeting degli annunci pubblicitari ha come obiettivo quello di fornire un vantaggio sia per l’inserzionista che per il potenziale cliente. Il primo avrebbe la possibilità di indirizzare le sue campagne pubblicitarie ad un cliente potenzialmente interessato, mentre il cliente riceverebbe pubblicità legate solo ai suoi possibili acquisti, in linea con le informazioni su acquisti precedenti registrate dalle carte di credito.

L’idea viene da Mastercard, che all’inizio dell’anno ha esposto il progetto alle maggiori agenzie pubblicitarie. Anche Visa è interessata al progetto, al quale ha cominciato a lavorare nell’aprile 2011. Ma il progetto presenta degli ostacoli: legare gli account dei clienti agli estremi della carta di credito potrebbe violare le limitazioni all’utilizzo dei dati personali, eventualità che ha posto un freno a esperimenti ed elaborazione di statistiche.

Visa avrebbe addirittura già depositato brevetti su quanto finora ideato per la creazione di profili degli utenti e in alcuni documenti, come riportato dalla Stell, avrebbe sottolineato la necessità di utilizzare “le informazioni provenienti da siti di social networking, le informazioni delle agenzie di credito, le informazioni dai motori di ricerca, informazioni sui crediti di assicurazione, informazioni provenienti da banche dati del dna”. Se il progetto ha suscitato l’entusiasmo degli inserzionisti, sarà necessario valutare con attenzione l’opinione dei clienti, la cui definizione del profilo implicherà uno “spionaggio” pubblicitario delle proprie abitudini e vite.