Telescopio Kepler guasto, Nasa rinuncia a ripararlo: caccia esopianeti rallenta

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 22 agosto 2013 4:00 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2013 1:34
Telescopio Kepler guasto, Nasa rinuncia a ripararlo: caccia esopianeti rallenta

Telescopio Kepler guasto, Nasa rinuncia a ripararlo: caccia esopianeti rallenta (Credit: Nasa)

ROMA – Recuperare il telescopio spaziale Kepler e ripararlo, questa l’idea che la Nasa ha dovuto abbandonare. La sonda Kepler, lanciata il 7 marzo 2009, è andata a caccia di pianeti abitabili nella nostra galassia, la Via Lattea, fino a quando il sistema di puntamento non si è guastato. Il telescopio è ancora funzionante, ma il guasto gli impedisce di continuare la ricerca di esopianeti simili alla Terra che orbitano attorno a stelle simili al nostro Sole.

Dai dati raccolti nella prima metà della sua missione, Kepler ha identificato 135 esopianeti, in oltre 3.500 candidati. William Borucki, ricercatore principale della missione Kepler presso il centro Ames della Nasa a Moffett Field in California, ha spiegato: ”All’inizio della missione di Kepler non si sapeva se i pianeti simili alla Terra erano abbondanti nella galassia. Se fossero stati rari, avremmo pensato di essere soli”.

Borucki ha poi aggiunto: “Ora, al termine delle osservazioni, il dato contiene la risposta alla domanda che ha ispirato la missione: ci sono pianeti come la Terra nelle zone definite abitabili intorno alle stelle simili al nostro Sole?”. Gli scienziati della Nasa continuano comunque ad analizzare i dati raccolti nei quattro anni di attività del telescopio orbitale e, anche se non funzionerà più con grande precisione, ci si aspettano altre interessanti scoperte.

John Grunsfeld, direttore delle missioni scientifiche presso il quartier generale della Nasa a Washington ed ex astronauta, ha dichiarato: “Kepler ha fatto scoperte straordinarie individuando molti esopianeti simili alla nostra Terra e quindi potenzialmente abitabili. Sapendo che Kepler ha raccolto con successo molti dati dalla sua missione principale, sono fiducioso che le scoperte più sorprendenti siano all’orizzonte”.