Tempesta solare può distruggere reti elettriche e di comunicazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 aprile 2018 10:41 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2018 10:41
Tempesta solare può distruggere reti elettriche e di comunicazione

Tempesta solare può distruggere reti elettriche e di comunicazione

ROMA – Una tempesta solare, cioè di radiazioni solari, può precipitare il pianeta Terra alle condizioni di prima della rivoluzione industriale: niente elettricità, tutte le reti di comunicazione saltate, ogni attività concepibile interrotta a meno di coltivare il proprio orticello per ottenere cibo e tirar su a mano l’acqua dai pozzi per bere.

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Un incubo apocalittico tutt’altro che fantascientifico, le tempeste solari sono una realtà che ci riguarda da vicino: è già successo nel 1859, quando ad andare in tilt furono soltanto i telegrafi di tutto il mondo. Ma, proviamo a immaginare, cosa succederebbe oggi se una tempesta elettromagnetica della stessa intensità si abbattesse sulla Terra.

Suggerisce la simulazione uno scienziato di Rochester, Roger Dube che ne ha scritto su “The Conversation” prima di esser ripreso da “Newsweek”, un articolo impressionante a dispetto dell’assenza di paranoie e sensazionalismi appunto apocalittici.

Si tratta di una ipotesi di scuola ma è già successo: nel 1859, come abbiamo visto, nel 1989 quando altre tempeste geomagnetiche di minore intensità colpirono il Canada lasciando sei milioni di persone al buio per 9 ore.

Dal punto di vista scientifico, una tempesta solare, o più precisamente «tempesta di radiazioni solari», si verifica quando un’eruzione magnetica su larga scala — che causa spesso un’espulsione di massa coronale sulla superficie del Sole — accelera le particelle cariche nell’atmosfera solare a velocità molto elevate. Le particelle più importanti, i protoni, possono essere accelerati a 1/3 della velocità della luce o 100 mila chilometri al secondo. A queste velocità, i protoni possono attraversare i 150 milioni di chilometri dal sole verso la Terra in soli 30 minuti. (Luca Zanini, Correre della Sera)