Terremoti, l’esperto Ingv: “Il Big One in Sicilia? Arriverà”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2019 9:07 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2019 9:07
Terremoti, l'esperto Ingv: "Il Big One in Sicilia? Arriverà"

Edifici crollati dopo un terremoto (foto ANSA)

ROMA – “Il Big One in Sicilia arriverà. Ma è impossibile prevedere quando”. Sono le parole di Mario Mattia, vulcanologo dell’Istituto nazionale di sismologia e vulcanologia di Catania intervistato dall’Adnkronos. “Non c’è dubbio che ci sarà un terremoto catastrofico simile a quello del 1693, ma è ovvio che non possiamo dire quando si verificherà – dice il vulcanologo -. Catania è stata distrutta nel 1189, è stata rasa al suolo nel 1693 e siccome non è cambiata la geologia della zona, che è sempre quella, così come gli sforzi a cui sono soggette le faglie, è realistico e ovvio pensare che altri eventi sismici importanti si verificheranno”.

“L’ultimo evento sismico del 1990 – continua Mattia – che purtroppo causò tredici vittime nella zona di Carlentini è solo un esempio di ciò che può succedere e fu, anzi, un terremoto relativamente piccolo che in altre parti del mondo non avrebbe creato danni. Pensate ad un terremoto di 7,5 gradi, come quello che è stato stimato del 1693, che tipo di danni potrebbe fare in una città estremamente vulnerabile come Catania. Ma lo stesso discorso vale pure per Ragusa e Siracusa e le loro province che negli anni hanno edificato in modo dissennato”.

“Se parliamo poi di vulcani – prosegue il vulcanologo – e di grosse eruzioni anche quelle potranno verificarsi in futuro, impossibile dire con certezza date. E il destino di chi vive in queste zone particolari della terra come la Sicilia, la California, alcune zone del Giappone. Convivere, insomma, con questo rischio. Purtroppo occorre dire che l’impatto di forti terremoti nella realtà siciliana e catanese in particolare sarebbe devastante”.

Mario Mattia, parlando di impatto ambientale rispetto al rischio eruzioni sull’Etna, ha sottolineato anche come “purtroppo si tende a costruire in zone a forte rischio di invasione lavica per scelte politiche a volte scellerate nel corso del tempo. Per citarne una su tutte, negli anni ’50 un sindaco di Catania venne accolto tra ali di folla perché a Roma riuscì ad ottenere la declassificazione sismica del capoluogo etneo. Dando così la possibilità di sviluppare in modo importante l’attività edilizia a Catania, ma senza nessun rispetto di criteri antisismici. E questo fa sì che grossi pezzi della città siano vulnerabili”.

Infine, in merito al vulcano, Mario Mattia ha detto che “l’Etna, da vulcano attivo, è in una fase abbastanza attiva. I catanesi noteranno questo degassamento da tutti i crateri che significa come il magma sia a livelli molto superficiali. Nessun allarmismo, ma questo fa riflettere su come nei prossimi mesi o anni, ci sarà una eruzione di cui non possiamo prevedere l’entità”.

Cos’è il Big One.

Il Big One è il nome che viene dato giornalisticamente negli Usa al possibile terremoto che potrebbe essere uno dei più potenti di sempre negli Usa: parliamo di un sisma che sarebbe superiore al decimo grado della Scala Richter e che sarebbe scatenato a causa dell’elevato accumulo di energia nella Faglia di Sant’Andrea, che si trova tra la placca nordamericana e la placca pacifica. Non è infatti la prima volta che si parla di Big One, basti pensare che uno studio del 2005 ha previsto che le probabilità che il Big One colpisca la California entro 30 anni sono molto alte: colpirà Los Angeles con il 67% di probabilità, San Francisco con il 63%.

Fonte: ADNKRONOS.