Terremoti Italia 2017, registrate oltre 44mila scosse: in media 1 ogni 12 minuti

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 23 gennaio 2018 16:06 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018 16:06
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Terremoti Italia 2017, registrate oltre 44mila scosse: in media 1 ogni 12 minuti

ROMA – Quanti terremoti ci sono stati in Italia nel 2017? A svelarlo è il rapporto dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Ingv, che grazie alla rete sismica nazionale ha registrato oltre 44.400 terremoti nel Paese e nelle zone limitrofe. Un numero che fa riflettere: si tratta di una media di 120 scosse al giorno, cioè 5 ogni ora. Un dato che fa pensare che ogni 12 minuti circa un punto nel sottosuolo italiano trema, anche se la maggior parte delle scosse ha magnitudo inferiore a 2 e quindi non viene avvertito dalla popolazione, ma solo dalla sensibile strumentazione a disposizione dei geologi e sismologi.

I dati raccolti dalla rete sismica dell’Ingv ed elaborati dai suoi scienziati sono molto importanti per definire la mappa di sismicità del nostro paese. Basti pensare che, come emerge dal rapporto, dei 44.459 terremoti rilevati si ritiene che circa 37mila siano repliche legate alla sequenza del terremoto del centro Italia, iniziata col violento sisma del 24 agosto 2016 tra Amatrice, Norcia e Arquata del Tronto. In una nota l’Ingv sintetizza i numeri relativi ai terremoti del 2017 in Italia e dintorni:

“5 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 5.0: uno di questi avvenuto in Albania, 4 nella zona di Campotosto (AQ);

21 di magnitudo tra 4.0 e 4.9: 6 di questi avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;

370 di magnitudo tra 3.0 e 3.9: di questi, alcuni  avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;

4224 di magnitudo ≥2.0: di questi, alcuni  avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi”.

Gli esperti dell’Ingv infatti hanno sottolineato che il 90% dei terremoti rivelati ha avuto magnitudo inferiore a 2, quindi difficilmente sono stati avvertiti dalla popolazione nelle zone dell’epicentro. Se qualche scossa è stata avvertita, è stato in caso di ipocentri localizzati molto vicino alla superficie. La maggior parte delle scosse, comunque, sembra essere legata all’evoluzione della sequenza dell’Italia centrale, dove l’andamento della sismicità sembra essere in decrescita: dai circa 9mila eventi del mese di gennaio 2017 si è passati ad appena 1000 eventi nel mese di dicembre.