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Terremoti collegati alla rotazione terrestre?

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Terremoti, i picchi di intensità in cicli di 5 anni. Per colpa della rotazione terrestre

ROMA – Terremoti collegati alla rotazione terrestre? Impercettibili variazioni della velocità di rotazione terrestre sarebbero all’origine di periodici rafforzamenti dell’attività sismica. Non è una teoria nuova, ma quella dei due scienziati Roger Bilham della University of Colorado e Rebecca Bendick dell’University of Montana esposta al congresso annuale della Geological Society of America offre altre evidenze empiriche che ne suffragano la validità, pur in assenza di una controprova fisica.

In pratica, la velocità di rotazione – che sin dall’origine del mondo diminuisce un poco tant’è che 400 milioni di anni fa si contavano anni di 400 giorni e giorni di 21 ore – rallentando influenza le dinamiche geologiche profonde, determinando cicli della durata di 5 anni in cui l’attività sismica è più accentuata.

La cosa inquietante per la popolazione mondiale è che, secondo i due scienziati, nel 2018 ricomincia il ciclo nefasto. I geologi hanno monitorato l’incidenza di terremoti di magnitudo 7 o superiore a livello mondiale dal 1900. Mentre nella maggior parte degli anni vi è una media pari a 15 terremoti, negli ultimi 117 anni il totale annuo è salito a 25-30. Un aumento che sembra seguire periodici rallentamenti nella velocità della rotazione terrestre.

Per la precisione secondo Bilham e Bendick passano cinque o sei anni dal rallentamento. L’ultima volta che questo è accaduto è stato nel 2011, e gli eventi recenti mostrano uno schema preoccupante: un terremoto di magnitudo 7,1 ha colpito Città del Messico il 19 settembre, uno di magnitudo 7,3 ha devastato il confine tra Iran e Iraq il 12 novembre, e uno di magnitudo 7 è stato registrato fuori dalla Nuova Caledonia il 19 novembre.

Seppur impalpabili, le variazioni di velocità di rotazione del pianeta potrebbero infatti influenzare le dinamiche geologiche della crosta terrestre. E con il tempo l’energia accumulata nelle faglie – i punti di frattura dove hanno origine la maggior parte dei terremoti – potrebbe trovare sfogo dando il via a grandi periodi di sismicità accentuata. (Simone Valesini, La Repubblica)

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