Acqua sotto al Gran Sasso cambiava prima del terremoto di Amatrice

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Ottobre 2018 14:11 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2018 14:11
Acqua sotto al Gran Sasso cambiava prima del terremoto di Amatrice

Acqua sotto al Gran Sasso cambiava prima del terremoto di Amatrice

ROMA – Cinque giorni prima del devastante terremoto che il 24 agosto 2016 ha distrutto Amatrice, in un tunnel sotto il Gran Sasso, a 39 km dall’epicentro del sisma, l’acqua cominciò a ribollire in modo anomalo: uno sbalzo di pressione inconsueto, registrato dai sismologi dell’Ingv che lì sotto, in un tunnel sotterraneo vicino ai laboratori di fisica, avevano piazzato un punto di osservazione e monitoraggio da almeno un anno.

La modifica delle condizioni generali dell’acqua, la variazione cioè di pressione, temperatura, conducibilità elettrica e composizione chimica, può dunque rivelare in anticipo movimenti tellurici e terremoti incipienti, può funzionare da precursore sismico, da segnale d’allarme? Di più, dicono gli scienziati: “In realtà noi pensiamo – spiega Gaetano De Luca, ricercatore dell’Ingv – che il movimento dei fluidi provenienti dal profondo, che cercano di insinuarsi tra le crepe e le fratture del mantello terrestre per risalire verso l’alto, possano essere piuttosto la causa di innesco dei terremoti”.

Insieme ai suoi colleghi Giuseppe Di Carlo e Marco Tallini ha pubblicato i risultati di quel monitoraggio e di quelle preziose osservazioni in uno studio pubblicato da Scientific Reports. L’idea originale di monitorare le falde acquifere fu perseguita dopo il terremoto dell’Aquila del 2009. “Applicando dei particolari metodi statistici ai nostri dati – prosegue De Luca – ci siamo accorti che le anomalie della pressione iniziavano 40 giorni prima del sisma e quelle della conducibilità elettrica (un altro segnale della presenza di elementi estranei nell’acqua) 50 giorni prima”.