Terremoto Amatrice, trovate anomalie nell’acqua prima delle scosse

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 30 ottobre 2018 21:23 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2018 21:23
Terremoto Amatrice, l'acqua è cambiata prima del sisma

Terremoto Amatrice, trovate anomalie nell’acqua prima delle scosse

ROMA – Alcune anomalie sono state riscontrate nell’acqua delle falde del massiccio del Gran Sasso in Abruzzo prima del terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016. Variazioni che riguardano sia la pressione che la conducibilità elettrica nelle falde situate a 39 chilometri dall’epicentro e nella zona vicina ai Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Questo il risultato dello studio coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

I ricercatori hanno iniziato a studiare le falde acquifere del Gran Sasso dopo il sisma de L’Aquila del 2009. Tra il 2015 e 2017 sono state eseguite misurazioni in modo continuo, che hanno permesso di rilevare anomalie nella pressione e nella conducibilità elettrica dell’acqua già cinque giorni prima del sisma, cioè il 19 agosto 2016. Gaetano De Luca, autore dello studio e ricercatore dell’Ingv, ha spiegato: “Si è trattato di un’anomalia importante, associata alla risalita di gas dal profondo del sottosuolo. All’inizio non capivamo cose fosse, pensavamo si fosse rotto lo strumento”.

Le anomalie invece erano qualcosa di più, sottolinea De Luca: “Erano nuvole di bolle entrate e uscite fuori dal rubinetto, migliaia di migliaia di bolle all’ora”. I ricercatori hanno condotto così una più attenta analisi, che ha permesso di rilevare che già avevano iniziato ad esserci delle anomalie, anche se molto deboli e non visibili a occhio nudo, circa 40-45 giorni prima del terremoto. Un fenomeno che però non può essere considerato come un precursore di un terremoto, spiega il ricercatore: “Per ora si tratta di un dato. Per confermare che è un precursore  bisogna purtroppo aspettare un altro terremoto”.