Terremoto Catania, ce ne potrebbero essere di più forti. E non si possono prevedere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Dicembre 2018 17:31 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2018 17:31
Terremoto vicino Catania, ce ne potrebbero essere di più forti. E non si possono prevedere

Terremoto Catania, ce ne potrebbero essere di più forti. E non si possono prevedere (foto Ansa)

CATANIA – Il terremoto del 26 dicembre potrebbe non essere stato il più forte nella zona di Catania e dell’Etna. Lo dice Andrea Billi, ricercatore del Cnr. Il terremoto di magnitudo 4,8 legato all’eruzione dell’Etna “non è un fenomeno insolito. Terremoti con questo ordine di energia indotti dal vulcano siciliano che si gonfia per la risalita di fluidi, di magma, di CO2 e che crea fratturazioni, si sono già verificati in passato. Il problema è che non li possiamo prevedere per quanto possiamo monitorare e controllare le aree interessate”.

Così all’Agi ha detto Billi, ricercatore dell’Igag-Cnr, l’Istituto di geologia ambientale e di geoingegneria. “Dal 24 dicembre l’eruzione dell’Etna, che sta riguardando il versante orientale, è accompagnata da uno sciame sismico con scosse che continueranno ancora per altri giorni. Ma anche in questo caso – spiega l’esperto – non siamo in grado di prevedere per quanto tempo ancora e con quale intensità”.

Per Andrea Billi “non si può escludere che il risveglio di Stromboli abbia a che vedere con l’eruzione dell’Etna. Servono analisi statistiche per poter parlare di ‘contagio sismico’ anche se in passato si sono registrati eventi concomitanti: mi riferiscono ad esempio all’eruzione (l’ultima in ordine di tempo) dell’isola di Vulcano, che durò dal 1888 al 1890, e che fu anticipata da quella dell’Etna di due anni prima”. Mentre va escluso in modo netto ogni possibile nesso tra l’attività eruttiva dell’Anak Krakatoa, in Indonesia, con quanto sta succedendo all’Etna: “Assolutamente non ci sono legami tra i due eventi, i vulcani sono troppo lontani”.