Tibet, vita ad alta quota scritta nel Dna: “gene degli sherpa” ha 30mila anni

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 12 febbraio 2014 4:00 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2014 9:27
Tibet, vita ad alta quota scritta nel Dna: "gene degli sherpa" ha 30mila anni

(Foto LaPresse)

ROMA – Un gene vecchio di 30mila anni è il segreto della capacità di adattamento della vita ad alta quota degli sherpa tibetani. La ricostruzione dell’evoluzione del Dna delle popolazioni tibetane ha permesso di individuare quelli che sono stati nominati i “geni degli sherpa“, cioè una mutazione genetica intercorsa oltre 30mila anni fa che gli permette di vivere bene in alta montagna dove si registrano bassi livelli di ossigeno.

A svelare questo “segreto” genetico sono i ricercatori dell’Università di Chicago, coordinati dall’italiana Anna De Rienzo, che hanno pubblicato sulla rivista Nature Communications i risultati ottenuti. I geni, spiegano i ricercatori, sono Egln1 ed Epas1, due varianti tipiche delle popolazioni del Tibet che permettono al corpo umano di ben adattarsi al basso livello di ossigeno che si trova a quote superiori a 4mila metri.

Il “gene degli sherpa” è stato così tramandato da 30mila anni fa ad oggi di generazione in generazione, permettendo di vivere in zone considerate a rischio aumento di trombosi per gli uomini “di valle” abituati ad altri livelli di ossigeno. Per ricostruire l’evoluzione del Dna di queste popolazioni di alta quota i ricercatori hanno analizzato il genoma dei tibetani, tra cui 69 sherpa, e scoperto le due varianti.

La Di Rienzo ha poi spiegato che il Dna degli attuali tibetani deriva quindi dalla fusione di due antichi genomi:

“Uno  dalla popolazione dei primi migrati alle alte quote e adattato all’ambiente. L’altro dalle più recenti migrazioni dalle zone più basse e che ha acquisito attraverso gli incroci con la popolazione residente delle alte quote gli alleli vantaggiosi formando così quelli che oggi definiamo tibetani”.