Universo come una ragnatela: trovata la materia visibile mancante

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 giugno 2018 19:05 | Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2018 19:59
Universo completo: trovata la materia visibile sparita 10 miliardi di anni fa

Universo come una ragnatela: trovata la materia visibile mancante

ROMA – Per la prima volta gli astronomi hanno osservato la materia visibile “sparita” 10 miliardi di anni fa nell’universo e prevista solo nelle teorie. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] La nuova scoperta si deve al team guidato dall’italiano Fabrizio Nicastro dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Inaf.

Nicastro e colleghi hanno analizzato i dati raccolti dal telescopio Xmm-Newton dell’Agenzia spaziale europea, Esa, e hanno scoperto che la massa mancante, cioè la materia visibile che era prevista dai calcoli ma di cui non sembrava esserci traccia, si nasconde nei filamenti di gas che attraversano l’universo, proprio come una ragnatela cosmica. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature e finalmente l’universo visibile sembra essere completo.

“Le nostre osservazioni, giunte dopo 18 anni di incessanti tentativi da parte di diversi gruppi di ricerca nel mondo, hanno finalmente individuato la materia ordinaria mancante dell’Universo”, ha detto Nicastro, dell’Osservatorio di Roma dell’Inaf, che ha coordinato la ricerca con altre istituzioni europee, statunitensi e italiane. Tra queste ultime Università di Trieste e sezione di Trieste dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Università di Roma Tre e Osservatorio di Bologna.

“La materia che abbiamo trovato – ha aggiunto – è esattamente nella posizione e nella quantità predette dalla teoria, quindi possiamo dire di aver risolto uno dei più grandi misteri dell’astrofisica moderna: quella dei barioni mancanti”.

Nicotra aveva intercettato i nascondigli della massa mancante già nel 2005, quando lavorava negli Stati Uniti, presso il Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian di Cambridge. Anche quei primi indizi erano stati pubblicati su Nature e adesso la fotografia della materia visibile è finalmente completa. Finora di questa materia ordinaria, fatta di particelle chiamate barioni, si conservava soltanto il lontanissimo ricordo trasportato dalla radiazione cosmica di fondo, una sorta di eco del Big Bang.

Dopo i primissimi miliardi di anni dell’universo, però, mancava all’appello circa la metà della materia che costituisce stelle, pianeti e qualsiasi altro oggetto che possiamo vedere. Soltanto adesso i dati telescopio europeo a raggi X, Xmm-Newton, indicano che la massa mancante si nasconde nei filamenti cosmici formati soprattutto da idrogeno ionizzato, molto deboli e difficili da osservare. Dal 2015 al 2017 telescopio spaziale è stato puntato sullo stessa porzione del cielo osservata nel 2005, quella in cui si trova il quasar chiamato 1ES 1553+113. Combinando queste osservazioni con altre fatte in precedenza si è ottenuta una sorta di “radiografia” dettagliata del materiale che si trova tra noi e il quasar. Questo ha permesso di scoprire una serie di deboli righe di assorbimento dovute alla presenza di enormi quantità di barioni nascosti nel materiale caldo e gassoso che si estende anche per milioni di anni luce tra una galassia e l’altra.