Universo, l’espansione accelera più del previsto: dalle stelle una “nuova fisica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2018 10:46 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2018 10:47
L'espansione dell'universo va più veloce del previsto

Universo, l’espansione accelera più del previsto: dalle stelle una “nuova fisica”

ROMA – L’universo si espande molto più velocemente del previsto: la sua velocità è del 10% superiore a quella misurata finora. Lo indica la misura più precisa mai ottenuta, pubblicata sull’Astrophysical Journal. A 100 anni dai primi calcoli della velocità di espansione dell’universo, il risultato apre la finestra su un lato misterioso del cosmo, perché fornisce i primi indizi di una nuova fisica.

Si deve a uno dei padri della scoperta che l’espansione sta accelerando, il premio Nobel per la fisica Adam Riess. Del suo gruppo, presso l’americano Space Telescope Science Institute (STScI) e John Hopkins University, fa parte anche l’italiano Stefano Casertano.

Possibile grazie ai dati del telescopio spaziale Hubble, dedicato all’astrofisico statunitense che ha scoperto l’espansione dell’universo, il risultato “apre le porte a un viaggio nel mistero: vediamo segnali arrivarci da qualche mondo nuovo, ma non sappiamo né come è fatto, né dove si trova” ha detto all’ANSA il vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Antonio Masiero.

I ricercatori hanno calcolato la velocità di espansione dell’universo misurando le distanze di lontane galassie, osservate dal telescopio gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa). In particolare, Hubble ha osservato stelle pulsanti chiamate Cefeidi, caratterizzate dalla relazione regolare tra il periodo di pulsazione e la luminosità e per questo sono usate come candele standard per misurare le distanze delle galassie.

Queste stelle sono 10 volte più distanti di quelle utilizzate in precedenza in tali misure e hanno permesso di calcolare che le galassie si allontanano tra loro a un ritmo maggiore del previsto e che l’universo si sta espandendo a una velocità superiore del 10%, rispetto a quella osservata poco dopo il Big Bang e calcolata grazie alla foto del baby universo ‘catturata’ dal satellite Planck, dell’Esa.

Secondo i fisici questa incongruenza sarebbe dovuta a qualcosa di sconosciuto nella composizione dell’universo, che mette in crisi le teorie di riferimento della cosmologia. “Come in un giallo, la nuova misura ci dà un indizio importante e consistente della nuova fisica” ha detto Masiero.  Secondo Riess, tutte le possibili spiegazioni sono da cercare nel lato oscuro dell’universo.

Una possibilità è che il motore che spinge l’universo a espandersi, cioè l’energia oscura, che occuperebbe il 79% del cosmo, possa allontanare le galassie l’una dall’altra con una forza ancora maggiore del previsto. Ciò significa che l’accelerazione potrebbe non avere un valore costante, ma potrebbe cambia nel tempo. Un’altra ipotesi è che l’accelerazione della velocità sia dovuta all’esistenza di nuove particelle simili ai neutrini, ma ancora più inafferrabili, perché non interagiscono con niente, cioè i neutrini sterili. Infine un’altra allettante possibilità è che la materia oscura (che occupa circa il 26% del cosmo,) interagisca più fortemente con la materia di quanto si pensasse.