L’uomo “artigiano” già 75 mila anni fa: lavorava le pietre per ricavare lame

Pubblicato il 10 Novembre 2010 8:45 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 8:50

Lavorare le pietre riscaldandole e sfaldandole per ricavarne strumenti affilatissimi è una tecnica che risale a 75.000 anni fa e sarebbe dunque più antica di circa 50.000 anni rispetto a quanto immaginato finora. Lo dimostrano i resti di alcuni strumenti in pietra scoperti in Sudafrica, nella caverna di Blombos, e descritti su Science. La ricerca, internazionale, è coordinata dalla Francia con l’Istituto Nazionale delle ricerche archeologiche e l’università Toulouse-Le Mirail.

Vi ha partecipato anche l’italiana Paola Villa, dell’università del Colorado. La tecnica, spiega Villa, è il modo migliore per controllare forma e spessore degli strumenti in pietra in modo da ottenere punte di lance e coltelli in pietra affilatissimi. Si tratta di riscaldare una roccia molto dura, chiamata silcrete, per sfaldarla e lavorarla realizzare gli strumenti.

Finora questa tecnologia era stata considerata una innovazione recente, databile intorno a 20.000 anni fa e nata in Europa perché in Spagna e Francia erano stati trovati i piu’ antichi utensili in pietra realizzati in questo modo. La scoperta nella caverna africana non solo sposta indietro le lancette della nascita della tecnica di lavorazione, dimostrando che essa era già praticata in Africa durante la Media Età della Pietra, ma secondo gli esperti indica che la conoscenza di questa tecnologia ha fornito un vantaggio ai primi gruppi di uomini emigrati dall’Africa circa 60.000 anni fa.