Venere aveva oceani e clima mite come la Terra: distrutto dai vulcani?

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 27 Settembre 2019 10:29 | Ultimo aggiornamento: 27 Settembre 2019 10:29
Venere oceani clima temperato

Venere (Foto archivio ANSA)

ROMA – Il pianeta Venere non è sempre stato desertico e inospitale come oggi lo vediamo, imprigionato nel suo effetto serra. Per tre miliardi di anni nonostante la sua vicinanza al Sole era dotato di un clima mite e di oceani, proprio come la nostra Terra. Qualcosa però ha provocato la trasformazione del pianeta e secondo alcune simulazioni degli astronomi della NASA sarebbe stata l’intensa attività vulcanica.

I ricercatori guidati da Michael Way del Goddard Space Flight Center della NASA hanno presentato i risultati della loro scoperta al congresso Europeo di Planetologia di Ginevra, in Svizzera. Partendo dal ritrovamento di un oceano poco profondo da parte della missione Pioneer Venus della NASA su Venere, gli scienziati hanno ipotizzato diversi scenari per spiegarne l’origine e hanno confrontato i dati con quelli a loro disposizione.

Al termine di tutte e 5 le differenti simulazioni, il risultato è stato lo stesso: tutte indicano che, per circa tre miliardi di anni, Venere ha avuto temperature comprese tra 50 e 20 gradi e un oceano profondo in media di 310 metri. Un’altra simulazione indica che l’oceano che avvolgeva tutto il pianeta e che era profondo circa 160 metri.

Le simulazioni indicano inoltre che ancora oggi il pianeta potrebbe avere un clima temperato, se fra 700 e 750 milioni di anni fa non ci fossero stati gli eventi che hanno liberato dalle sue rocce grandi quantità di anidride carbonica, causando l’effetto serra e facendo alzare le temperature fino a 460 gradi.

Ad oggi non c’è modo di determinare quale evento catastrofico abbia provocato un tale effetto serra, ma per gli scienziati una risposta potrebbe arrivare dall’intensa attività vulcanica. Il magma emesso in grandi quantità avrebbe lasciato risalire abbondanti quantità di anidride carbonica fino a soffocare il pianeta stesso, spiega Way: “Abbiamo bisogno di più missioni per studiare Venere, tuttavia i nostri modelli mostrano che esiste una reale possibilità che possa essere stato radicalmente diverso dal pianeta che vediamo oggi”.

Il risultato ottenuto dai ricercatori dalla NASA è importante non solo per conoscere meglio il nostro “vicino” di sistema solare, quanto anche per studiare gli esopianeti a caccia di acqua e, forse, vita. Se infatti pianeti vicini alla loro stella ospite come Venere possono essere dotati di acqua e temperatura mite, allora anche altri pianeti esopianeti in una simile configurazione potrebbero rivelarsi molto più ospitali di quanto prima non ritenessimo. (Fonte ANSA e NASA)