Scimmie transgeniche col “taglia-incolla” di Dna: la tecnica Crisps dalla Cina

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 1 febbraio 2014 4:00 | Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2014 16:26
Scimmie transgeniche col "taglia-incolla" di Dna: la tecnica Crisps dalla Cina

Scimmie transgeniche col “taglia-incolla” di Dna: la tecnica Crisps dalla Cina (Foto LaPresse)

ROMA – Un “taglia e incolla” del Dna per creare scimmie transgeniche. Una nuova tecnica di manipolazione genetica, la Crisps, messa a punto dai ricercatori della Nanjing Medical University. Lo studio, primo al mondo nel suo genere, è stato pubblicato sulla rivista Cell e consiste nell’iniettare nell’embrione un frammento di Rna ‘incaricato’ di guidare il processo di modifica del Dna. La prima applicazione “utile” per l’uomo sarebbe quella di creare modelli per lo studio malattie genetiche come anche l’Alzheimer e il Parkinson.

Nell’esperimento ad alcuni macachi sono stati modificati tre geni, uno relativo al metabolismo, uno allo sviluppo del sistema immunitario e uno sulla maturazione sessuale. Le scimmie sono ancora piccole per verificare gli effetti provocati dalle iniezioni, ma il loro Dna per ora ha mantenuto i cambiamenti indotti. Wezhi Ji, uno degli autori della ricerca, ha spiegato: Questa tecnica può essere usata per creare modelli di malattie genetiche umane e i dati possono essere molto utili per la salute umana”. 

Unica nel suo genere, la nuova tecnica al momento è stata utilizzata per la modifica del genoma di specie più semplici. I ricercatori hanno inserito nel genoma alcuni geni di malattie umane, come ad esempio la malattia di Huntington. L’utilizzo di questa tecnica sulle scimmie, che hanno un cervello simile a quello umano, potrebbe rivelarsi molto utile nello studio dei farmaci.

Se per ora la tecnica non è stata provata sull’uomo, tra i ricercatori c’è chi pensa che oltre a creare modelli genetici ai fini di ricerca la tecnica potrebbe in futuro essere utilizzate per intervenire direttamente sul Dna umano e così “aggiustarlo”. Un’idea che è alla base della start-up Editas, progetto nato negli Stati Uniti e che ha già raccolto finanziamenti per 43 milioni di dollari