Wolf Cukier, lo stagista alla NASA che scopre un pianeta dopo 3 giorni di tirocinio

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 10 Gennaio 2020 12:09 | Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2020 12:09
Wolf Cukier, stagista scopre esopianeta durante tirocinio NASA

Credit NASA/Goddard Space Flight Center

ROMA – Ha scoperto un esopianeta al suo terzo giorno di tirocinio alla NASA e ha appena 17 anni. Wolf Cukier,  uno studente di New York, era appena arrivato al Goddard Space Flight Center quando analizzando i dati di un satellite ha scoperto TOI 1338 b, l’esopianeta che orbita intorno a due stelle.

Il giovane stagista frequenta la Scarsdale High School in New York e nell’estate del 2019 ha preso parte a un tirocinio estivo al Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland. Il suo compito era quello di esaminare le variazioni di luminosità delle stelle catturate da TESS, Transiting Exoplanet Survey Satellite, e caricarle sul progetto di caccia di nuovi mondi della NASA che vede la partecipazione dei cittadini.

Cukier ha raccontato: “Stavo esaminando i dati di tutto ciò che i volontari avevano segnalato come eclissi binarie, un sistema dove due stelle orbitano l’una intorno all’altra e che si eclissano alla nostra vista a ogni orbita. Al terzo giorno del mio tirocinio, ho visto un segnale dal sistema chiamato TOI 1338. Pensavo fosse una eclissi stellare, ma l’intervallo di tempo era sbagliato ed è uscito fuori che si trattava di un pianeta”. 

I ricercatori hanno poi analizzato i dati con più attenzione, individuando il pianeta scoperto dal giovane Cukier. Il suo nome è TOI 1338 b, è più grande della Terra di circa 6.9 volte, con dimensioni a metà tra Nettuno e Saturno. Si trova in un sistema solare a 1300 anni luce da noi, nella costellazione del Pittore, un sistema di stelle binarie dove una è grande circa il 10% in più del Sole, mentre l’altra è più fredda e piccola, è grande appena un terzo del Sole.

Il telescopio TESS ha ossrvato solo il transito dell’esopianeta intorno alla sua stella più grande, mentre il transito sulla più piccola è troppo poco luminoso per essere rivelato. Veselin Kostov, ricercatore del SETI e del Goddard Space Flight Center, ha spiegato: “Questi sono i tipi di segnale più difficili da individuare per gli algoritmi. L’occhio umano invece è il modo migliore per trovare schemi nei dati, specialmente se si tratta di schemi irregolai e non periodici come quelli che vediamo nelle transizioni di questi sistemi”.  (Fonte NASA)