Acqua all’arsenico nel Lazio, il Codacons: “Risarcire le famiglie”

Pubblicato il 26 Dicembre 2010 12:53 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2010 13:51

Sulla vicenda arsenico presente nell’acqua in quantita’ che superano i limiti vigenti, Codacons lancia un’azione collettiva gratuita per gli iscritti all’associazione e alla quale possono partecipare anche le amministrazioni comunali interessate contro Stato e Regione Lazio.

Attraverso l’azione collettiva gli abitanti dei 91 comuni del Lazio coinvolti, intestatari di una bolletta dell’acqua per un contratto di utenza in corso, possono chiedere il risarcimento dei danni subiti per effetto dell’inadempimento, protrattosi nel tempo, da parte dello Stato e della Regione, degli obblighi assunti per legge e imposti dall’Ue per poter ottenere le deroghe e proroghe richieste.

Il risarcimento spettante a ciascuna famiglia – calcola Codacons – ammonta a 600 euro. Il 28 ottobre scorso la Commissione Europea ha bocciato la richiesta di deroga ai limiti di legge inoltrata dall’Italia per la concentrazione di arsenico presente nell’acqua destinata ad uso potabile.

Oltre 128 i Comuni italiani coinvolti: in testa il Lazio, con 91 citta’ e borghi (tra le provincie di Roma, Latina e Viterbo), per un totale di circa 750mila cittadini. L’acqua che esce dai rubinetti di questi comuni contiene infatti arsenico oltre la soglia di 10 microgrammi per litro, nonostante la legge preveda limiti di 5/6 volte inferiori. ”Il rischio per i cittadini di gravi danni alla salute e’ altissimo – ricordano dal Codacons – l’Organizzazione mondiale della sanita’ e il Comitato scientifico europeo, parlano addirittura di ‘alcune forme di cancro”’.