Al Vaticano si parla di alieni: “Sarebbe un incontro tra diverse culture”

Pubblicato il 11 Novembre 2009 20:34 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2009 20:47

Il Vaticano ha chiuso al convegno per una settimana una serie di astronomi, fisici e biologi per parlare dell’esistenza degli alieni ed oggi 11 novembre ha presentato le conclusioni a cui sono giunti questi  studiosi.

Quattrocento anni dopo che Galileo fu costretto ad ammettere che la Terra è il centro dell’universo, il Vaticano ha così deciso di studiare attraverso l’astrobiologia le probabilità dell’esistenza di una vita aliena e le conseguenze che avrebbe nella Chiesa cattolica. «La questione se vi sia vita su altri pianeti nell’universo, merita una seria considerazione» ha detto il reverendo Jose Gabriel Funes, astronomo e direttore della Specola Vaticana.

Padre Funes, un gesuita, durante la conferenza ha spiegato che «ci sono molti aspetti filosofici e teologici» da prendere in considerazione «anche se fondamentalmente è stata una seria discussione scientifica». Gli esperti erano circa in trenta tra cui molti non cattolici e provenivano dagli Stati Uniti, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Svizzera, dall’Italia e dal Cile.

Gli scienziati hanno scoperto centinaia di pianeti fuori dal nostro sistema solare tra cui i 32 annunciati recentemente dall’Agenzia spaziale europea. «Se la vita non esiste solo sul pianeta Terra, siamo in grado di metterci in contatto con altre forme di vita intelligente nello spazio» ha detto Chris, professore di astronomia presso l’Università dell’Arizona.

«Cosi come sulla Terra vi è un numero enorme di specie differenti, nello spazio potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Ciò non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre restrizioni al Creatore» aveva detto un anno Funes che ora aggiunge: «Se gli esseri intelligenti verranno scoperti, essi dovranno anche essere considerati come “parte della creazione”. Se ci fosse un incontro tra l’uomo e forme di vita extraterrestre, capiterebbe all’umanità quello che è successo quando gli europei hanno incontrato altre popolazioni. Possiamo  immaginare cosa possano aver pensato le persone nate in America quando si sono incontrate con gli europei. Sarebbe anche un incontro di culture e civilizzazione».

Padre Funes ha concluso: «Non possiamo fare un grande annuncio dicendo che abbiamo scoperto la vita nell’universo. Bisogna dare agli scienziati la possibilità di poter continuare con le loro ricerche, perché nel fare ricerca possiamo imparare tante cose».